Etf, l’emergente europeo costa meno

I replicanti dell’Est Europa si comportano meglio di quelli dei paesi sviluppati. I rendimenti di mercato però non ripagano.

Azzurra Zaglio 12/08/2013 | 11:05
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Al test dei costi gli Etf europei emergenti si comportano meglio dei colleghi europei. Lo scorso mese abbiamo messo sotto esame gli Etf europei in termini di costi. Ora abbiamo ristretto il campo su quelli con il focus sui paesi emergenti della zona Euro, ossia Russia, Polonia, Turchia e i Paesi balcanici.

All’Europa emergente sono dedicati 17 Etf quotati su Borsa Italiana. Per dodici di loro è stato possibile calcolare l’EHC (Estimated holding cost, indicatore sintetico di Morningstar) poiché presenti nel nostro database i rendimenti del fondo per almeno tredici mesi e i rendimenti dell’indice di riferimento. E ben sette sono gli Etf che hanno un valore assoluto di costo vicino allo zero. Ciò vuol dire che la replica del loro benchmark è quasi perfetta (dati aggiornati al 31 luglio 2013).

Il migliore in assoluto è quello di db x-trackers, l’Etf Msci Russia Capped Index. Questo Etf fornisce esposizione al mercato azionario russo. Come per tutti gli strumenti che investono in paesi singoli emergenti, la strategia migliore è selezionare come supporto alla parte core del portafoglio. I benefici sono più evidenti rispetto ad altri strumenti simili poiché moderatamente correlato con i mercati azionari internazionali. Infatti, negli ultimi tre anni l’indice di riferimento è correlato per l’84% all’indice Msci World e per il 75% all’Msci Europe.

Il benchmark viene replicato adottanto il metodo sintetico e per raggiungere l’obiettivo è prevista la stipula di un contratto swap garantito da Deutsche Bank. Il valore di mercato del paniere è rivisto su base giornaliera per assicurare che non vada sotto i limiti normativi. Inoltre, per limitare il rischio di controparte, db x-trackers non prevede il prestito titoli.

Volumi e rendimenti
La Russia e la Turchia sono gli unici due paesi che hanno una categoria Morningstar specifica ed entrambe contano 5 replicanti ciascuna. Inoltre se guardiamo i valori di scambi mensili su Borsa Italiana, sono quelli prediletti per puntare sull’Europa emergente, nonostante alcune case di gestione abbiano la meglio sulle altre. Per esempio Lyxor e iShares, pur avendo entrambe replicanti specifici sul mercato russo, sono nettamente sbilanciate per volumi di scambio. Lyxor è preponderante su iShares, seppur quest’ultima ne abbia due di strumenti dedicati alla Russia contro uno solo per Lyxor.

I rendimenti di mercato su Borsa Italiana però da inizio anno non stanno dando grandi soddisfazioni. La tabella sopra mostra valori tutti dal segno meno. Rendimenti comunque confermati anche da quelli total return sulla primaria piazza finanziaria, come si può notare dalla tabella sottostante.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Azzurra Zaglio

Azzurra Zaglio  è stata Redattrice di Morningstar in Italia.