Il pharma sta bene in Borsa

Le vendite sono calate, ma le operazioni straordinarie tengono desta l'attenzione degli investitori. Attenzione alle valutazioni. 

Marco Caprotti 29/04/2013 | 16:45
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Il comparto farmaceutico continua a resistere, almeno in Borsa, ai venti di crisi che spirano in alcune parti del mondo. L’indice Msci del settore nell’ultimo mese (fino al 26 aprile e calcolato in euro) ha guadagnato il 3,6% portando a +20% circa la performance da inizio anno. Andamenti in linea con quelli dei fondi del settore salute (venduti in Italia) e registrati nonostante un calo generale delle vendite, soprattutto nei paesi più avanzati come gli Stati Uniti (alle prese con una ripresa che i più ottimisti definiscono tiepida) e l’Europa (dove la tempesta del debito continua a fare danni).

I radar degli investitori
Gli elementi per tenere desta l’attenzione degli investitori, tuttavia ci sono tutti. “Molte società farmaceutiche – e in special modo quelle più grandi – hanno approfittato della fase difficile per ridurre i debiti”, spiega Alex Mozorov, analista di Morningstar. “Altre, invece, hanno utilizzato una parte degli utili per portare avanti programmi di riacquisto di azioni proprie che hanno dato una spinta in più alle valutazioni dei titoli. Gli investitori, inoltre, hanno potuto approfittare delle ondate di acquisizioni con cui i nomi più famosi si sono portati in casa aziende del settore biotecnologico”.

Ci sono poi miglioramenti nel quadro competitivo. “Il 2012, un anno difficile sul fronte della concorrenza a causa del numero di brevetti che sono arrivati a disposizione dei produttori di generici, è stato ormai messo in archivio” continua l’analista. “In ogni caso è stato un forte stimolo per le big pharma a fare ricerca e sviluppo su prodotti innovativi che saranno in grado di arricchire le casse”. Secondo Mozorov nel corso del 2013 saranno lanciati sul mercato una ventina di cosiddetti blockbuster (così vengono chiamati i farmaci di grande successo). Le novità più grosse, per quanto riguarda le aritmie cardiache, sono attese da Bristol-Myers e Pfizer. A questo va unito l’apporto che continueranno a dare i mercati emergenti, dove l’aumento della ricchezza personale coincide con una maggiore attenzione alla salute.

Occhio ai prezzi
“L’elemento a cui gli investitori dovranno fare attenzione è quello delle valutazioni di questi titoli”, dice Mozorov. “Negli ultimi due anni diversi segmenti del settore farmaceutico hanno avuto un andamento incredibile, soprattutto considerando lo scenario macroeconomico nel quale si sono mossi. Nel lungo termine è un comparto sicuramente interessante. Ma nel breve e nel medio periodo la maggior parte dei titoli che noi copriamo con le nostre ricerche hanno raggiunto prezzi elevati, anche se qualche opportunità di acquisto la si può ancora trovare, soprattutto nel settore delle macchine medicali”. 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Titoli citati nell'articolo

Nome TitoloPrezzoCambio (%)Morningstar Rating
Bristol-Myers Squibb Company62,24 USD-0,59Rating
Pfizer Inc52,35 USD1,57Rating

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.