L'Asia rischia di fare sboom

Gli investitori si allontanano dalla regione per evitare lo scoppio di una bolla. Anche i numeri della Cina consigliano di trattare l'area con cautela. 

Marco Caprotti 15/04/2013 | 16:29

L’Asia non convince. Almeno in questo momento. L’indice Msci della regione (Giappone escluso) nell’ultimo mese (fino al 12 aprile e calcolato in euro) ha perso poco più del 3% portando a +1,8% la performance da inizio anno.

L’andamento del paniere nelle ultime settimane è il sintomo delle preoccupazioni che gli operatori internazionali hanno per l’area. L’ultimo avviso in questo senso è stato lanciato dalla Banca mondiale secondo cui i paesi della regione dovrebbero finirla con le politiche di stimolo all’economia. Il rischio, dice l’istituzione è che si arrivi allo scoppio di una bolla finanziaria e a una crescita eccessiva dell’inflazione. Due rischi concreti, ha detto la World Bank, visto che nel primo trimestre di quest’anno il flusso di capitali stranieri nella regione è cresciuto dell’86% rispetto allo stesso periodo del 2012. Una buona parte di questi soldi si sta riversando sui mercati borsistici. Il pericolo, a questo punto, è che molte azioni abbiano una valutazione al di sopra dei valori fondamentali. In questa situazione una normale correzione dei mercati potrebbe scatenare il panico e trasformarsi in un vero crollo.

Il resto del denaro, intanto, sta facendo crescere l’economia della regione, contribuendo in maniera determinante alla salita dei prezzi al consumo e facendo avvicinare la necessità di quel rialzo dei tassi di interesse che, in questo momento, nessuno vuole fare per non rischiare di far finire la crescita.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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