Giappone, la nuova puntata di Abe

Il premier nipponico ha messo alle strette la BoJ, ha imposto il suo candidato alla presidenza dell'istituto e scommette sull'allentamento monetario per rilanciare il paese. Ma in passato ha già fallito. 

Marco Caprotti 14/03/2013 | 10:59
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Il Giappone si prepara a risorgere? Sulla carta alcune condizioni sembrano esserci. Come l’arrivo al governo del premier Shinzo Abe, che ha costretto la Bank of Japan a tenere una politica di allentamento monetario (e un obiettivo di inflazione al 2%). O come la nomina (se non ci saranno intoppi), il 19 marzo del nuovo presidente dell’istituto centrale Haruhiko Kuroda, presidente dell’Asian Development Bank secondo cui in passato non è stato fatto abbastanza per immettere liquidità e che ha promesso nuovi acquisti di bond statali a lungo termine.

Il fattore Abe
Il compito che li attende non è facile. Il Pil nominale registrato dal paese nel 2012 è più meno sugli stessi livelli di quello del 1990 mentre gli analisti, hanno perso il conto delle recessioni tecniche (almeno due trimestri consecutivi in frenata) affrontate dal Sol levante negli ultimi 20 anni. Nel frattempo, alcune delle aziende giapponesi che erano considerate dei giganti sono diventate dei nani. Gli esperti hanno imputato il declino economico dell’arcipelago a un mix di diversi fattori: demografici, aziendali e politici. “La sensazione che qualcosa stesse cambiando nel paese si è avuta con l’elezione di Abe a dicembre dell’anno scorso”, spiega uno studio di Thomas White International (Twi). “La sua campagna elettorale è stata improntata tutta all’attacco della Banca centrale. Una mossa inusuale”.

Sembra che le critiche di Abe, tuttavia, non siano ingiustificate. Secondo uno studio redatto dal professor Anil Kashyap dell’Università di Chicago, l’istituto monetario nipponico negli ultimi 15 anni ha fallito quasi ogni tentativo di uscire dalla deflazione (il calo nella spesa dei consumatori e delle aziende, che poi attendono ulteriori discese dei prezzi, creando una spirale negativa), portando l’inflazione almeno all’1% e questo, secondo la maggior parte degli economisti, è alla base del declino economico del Sol levante. Abe ha quindi deciso di mettere all’angolo la Banca centrale di aumentare il target di inflazione.  

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Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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