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Più Europa e tecnologia nei replicanti ESG azionari globali

Rispetto all’indice di riferimento, i fondi passivi che seguono una strategia sostenibile tendono a sovrappesare le società del Vecchio continente a discapito di quelle Usa. A livello settoriale, l’energia fa spazio ai titoli tech.

Valerio Baselli 25/08/2017 | 11:17

La convinzione secondo cui gli investitori che seguono una strategia attenta ai criteri ambientali, sociali e governance (ESG) debbano sacrificare una parte di rendimento è ancora ampiamente diffusa, nonostante ci siano numerosi studi che dimostrano come tale approccio riduca il livello generale di rischio.

All’interno dell’ultimo Morningstar Asset-Class Spotlight, gli analisti di Morningstar hanno cercato di capire quale di queste due posizioni contrapposte è più corretta quando si tratta di investire in prodotti passivi azionari globali.

Dando uno sguardo ad alcune tra le più comuni metriche di rischio e rendimento, la fotografia per questo tipo di prodotti non è rosea. Il grafico seguente, infatti, mostra come i fondi passivi ESG abbiano sottoperformato l’Msci World nel corso degli ultimi cinque anni, anche in termini di rendimento corretto per il rischio.

Anche analizzando la perdita massima maturata in questo periodo, la situazione non migliora: tutti i fondi hanno infatti registrato un maximum drawdown superiore all’Msci World.

“La sottoperformance di questi fondi può essere in parte spiegata dalla loro sottoesposizione verso gli Stati Uniti e dalla forte esposizione all'Europa, in un periodo in cui le azioni statunitensi hanno battuto le loro controparti europee”, si legge nello studio. Queste ponderazioni geografiche, comunque, sono coerenti con la loro strategia: le imprese europee, in particolare quelle dei paesi nordici, hanno più probabilità di adattare i loro modelli aziendali ai criteri ESG e di conseguenza tendono a ricevere punteggi di sostenibilità più elevati rispetto ai loro cugini statunitensi. “Date queste differenze sociali tra le due regioni, ci aspettiamo che questa previsione geografica persista”, affermano gli analisti di Morningstar.

A livello settoriale, invece, la più importante differenze con l’indice di riferimento riguarda il comparto energetico. La quasi totalità dei fondi passivi sostenibili, infatti, sottopesa i titoli energetici rispetto all’Msci World. Questo ha contribuito a proteggere i portafogli dal crollo dei prezzi del petrolio e ha contribuito positivamente alle performance degli ultimi cinque anni, ma può allo stesso modo giocare negativamente in periodi di rally per il settore. Data la natura poco “ambientalista” delle società energetiche, questa ponderazione rimarrà una caratteristica dei fondi ESG anche per il prossimo futuro.

Dall’altro lato, molti fondi con un Sustainability Rating elevato presentano una maggiore esposizione ai titoli tecnologici, il che non è sorprendente poiché queste aziende tendono ad avere un’“impronta ambientale” relativamente piccola.

Diversi studi hanno dimostrato che il perseguimento della sostenibilità in un portafoglio non produce necessariamente delle performance inferiori. Tuttavia, ciò può essere vero soprattutto per lunghi periodi e per i mercati azionari di un singolo paese. Ma per periodi più brevi e per coperture geografiche più ampie, come appunto l’azionario globale o i mercati emergenti, i diversi pesi geografici possono influire sui rendimenti.

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

Vai al mini-sito dedicato alla ricerca Morningstar sugli investimenti sostenibili.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.