VIDEO: Se l’investimento è “a impatto”

L’impact investing, spiega Nicola Trivelli di Sella Gestioni, misura gli effetti reali e concreti di ogni singolo operazione effettuata. Già diffuso in Francia e Olanda, è sbarcato anche in Italia.

Valerio Baselli 14/06/2016 | 17:06
 

Valerio Baselli: Buongiorno e benvenuti. Sono in compagnia di Nicola Trivelli, Amministratore delegato di Sella Gestioni Sgr. Buongiorno.

Nicola Trivelli: Buongiorno a voi.

Baselli: Oggi parliamo di Impact Investing, un termine con il quale forse non tutti hanno familiarità. Di cosa si tratta esattamente?

Trivelli: È una grossa novità, specialmente per il mercato italiano. È l’evoluzione degli investimenti etici. Vuol dire andare a misurare per ogni singolo investimento effettuato l’impatto di sostenibilità su diverse tematiche. Banalmente: quale impatto ha avuto sull’ambiente il mio investimento? Sulla salute? Sulla sanità? Sull’educazione? E così via…

Nello specifico, noi abbiamo sei tematiche di riferimento. Il nostro fondo è partito nel gennaio 2015, dopo aver avuto una lunga storia come fondo etico, lavoriamo con un partner inglese specializzato nell’analisi degli investimenti a impatto.

Forse la più grossa novità non è solo la tipologia d’investimento, ma riuscire anche a presentarla ai nostri investitori, quindi a fare un report d’impatto dove si va a misurare concretamente gli effetti positivi. Ad esempio, nel settore sanitario, aver investito in un “vaccine bond” significa andar a misurare con quell’investimento quanti vaccini si sono finanziati. Lo scorso anno, il nostro fondo ha finanziato 44.000 vaccini nei paesi emergenti. L’obiettivo del fondo è comunque quello di essere uno strumento efficiente dal punto di vista finanziario, quindi come tutti i fondi di diritto italiano ha un proprio benchmark, bilanciato, quindi con rischio moderato. L’obiettivo del gestore è fare meglio dell’indice dal punto di vista dei rendimenti, ma nello stesso tempo raccontare una storia concreta ai clienti degli effetti positivi degli investimenti effettuati.

Baselli: In che modo un investitore può concretamente esporsi a questo tipo di tematica? E come si colloca l’offerta di questo tipo strumenti in Europa e in Italia, all’interno dell’industria del risparmio gestito?

Trivelli: Fino a oggi questo strumento era disponibile prevalentemente alla clientela istituzionale. I nostri sforzi sono serviti ad applicare questa strategia a un fondo di diritto italiano, che fa Nav giornaliero, disponibile da 50 € in su per tutti i clienti retail. Credo che questo sia il grosso passo avanti: poter aprire questo tipo di finanza a un investitore finale con il giusto rischio di prodotto.

All’estero il mercato è molto più avanti del nostro, ad esempio in Francia e in Olanda i concetti di investimenti Sri (Socially responsible investing) e a impatto stanno funzionando bene per molti istituzionali. Devo dire che l’accoglienza che abbiamo avuto l’anno scorso è stata molto forte, è stato il fondo del nostro gruppo che ha raccolto di più. Questo dimostra come il cliente ha un interesse a valutare non solo il rendimento finanziario, che dev’essere efficiente, ma anche gli altri impatti positivi che però devono essere misurati in modo trasparente e rendicontati.

Baselli: Grazie mille a Nicola Trivelli.

Trivelli: Grazie a voi.

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Info autore Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.