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Fondi, obiettivo pensione

Uno studio di Morningstar rivela che i cosiddetti target date fund permettono di risparmiare in modo adeguato per la vita post-lavorativa. Ma in Italia sono poco conosciuti.

Sara Silano 27/06/2013 | 16:16

Non sono fondi pensione in senso stretto, ma funzionano bene come investimento previdenziale. Sono i target date fund o fondi obiettivo, la cui caratteristica è quella di ri-bilanciare il portafoglio da aggressivo a prudente con l’avvicinarsi del ritiro dalla vita lavorativa.

In Italia sono poco conosciuti, proposti principalmente da due case di gestione estere, Fidelity e Bnp Paribas Investment, (l’unico fondo italiano, secondo i dati Morningstar, è Euromobiliare Obiettivo 2015, ma esistono anche linee target date di fondi pensione). Negli Stati Uniti, invece, il patrimonio ha raggiunto i 500 miliardi di dollari nel primo trimestre 2013. L’industria è in continua espansione perché gli americani li considerano sempre più come una soluzione per il risparmio previdenziale.

Risparmi per la pensione
In un recente studio, Morningstar ha effettuato una serie di test per capire in quale misura rispondono alle esigenze pensionistiche. Utilizzando l’analisi Monte Carlo, che simula centinaia di possibili ipotesi di allocation, Morningstar ha testato la probabilità che gli investitori riescano ad avere una pensione attraverso i target date fund. Il test si è avvalso di un set omogeneo di dati, prendendo come riferimento l’investitore medio americano e considerando fattori come il salario, il tasso di risparmio e la probabile età di ritiro dalla vita lavorativa. E’ stato definito come caso di successo quello in cui l’investitore ha sufficienti risparmi dopo la pensione.

Cosa cambia per gli over 85
Morningstar ha comparato due diverse tipologie di prodotti: i fondi che smettono di modificare l’asset allocation una volta raggiunta l’età pensionistica e quelli che continuano a variarla in modo più conservativo anche dopo. L’analisi mostra che, in entrambi i casi, un investitore ha le stesse probabilità di accumulare sufficienti risparmi almeno fino a 85 anni. Dopo questa età, cresce il rischio che i risparmiatori vivano più a lungo del piano di risparmio e quindi non abbiano mezzi sufficienti per mantenere un adeguato livello di benessere nel caso di comparti con minore esposizione alle azioni.

Il fisco non strizza l’occhio
Chi sceglie questi fondi deve avere la consapevolezza che due prodotti con la stessa data-obiettivo possono avere una composizione del portafoglio diversa, in termini di peso attribuito ad azioni, obbligazioni e liquidità. I vantaggi di questi strumenti sono diversi, tra cui la liquidabilità in qualsiasi momento (come tutti i fondi comuni) e la possibilità di stimare un rendimento a scadenza sulla base delle condizioni di mercato. Inoltre, l’investimento è personalizzato coerentemente con l’orizzonte temporale del sottoscrittore. Infine, la volatilità si riduce con l’avvicinarsi della scadenza, per cui è possibile consolidare i risultati. Non godono, invece, del trattamento fiscale agevolato che viene riconosciuto dalla legislazione italiana ai fondi pensione in senso stretto. 

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Info autore Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia