Sulla scia del ciclo

Nelly Davies, gestore del fondo Euroland Equity Opportunity di Hsbc Global Investment, ha una strategia particolare per investire nel Vecchio continente, la rotazione di portafoglio in base alla congiuntura.

Frédéric Lorenzini 27/05/2004 | 12:40
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Euroland equity opportunity, questo il nome del fondo. Ma qual è lo stile di gestione?

Non abbiamo come parametri di riferimento lo stile value o growth. Il nostro approccio può essere definito “business cycle relative value”, che significa “valore rapportato al ciclo aziendale”. In altre parole, in base al ciclo economico consideriamo la valutazione media del titolo, le posizioni di portafoglio orientate al valore o alla crescita e decidiamo di attuare la rotazione settoriale che ci sembra più adeguata.

Quali dimensioni aziendali e stili privilegiate nei differenti per

iodi?

In generale, ci concentriamo su titoli growth quando l’economia è debole e ricerchiamo quelle aziende capaci di generare una crescita superiore a quella congiunturale.

Esiste un vasto dibattito teorico su cosa significhi titolo growth. Per quanto ci riguarda, abbiamo la tendenza a utilizzare tale concetto riferito all’impresa più che al settore. Per esempio, prendiamo un operatore telefonico, dunque appartenente a un settore classificato come orientato alla crescita, France Telecom. Nel 2000 era effettivamente growth, mentre oggi è value.

In termini di settore, quali preferite nelle diverse fasi del ciclo?

All’inizio del ciclo, tendiamo a privilegiare le materie prime e i tecnologici ciclici, ossia quei titoli correlati con l’andamento dell’economia, come l’industria dei semiconduttori. Esiste anche una forma di ciclicità che non è legata alla congiuntura, ma alla domanda, come per le società di infrastrutture per le telecom che dipendono dalla domanda degli operatori telefonici.

La costruzione del portafoglio è legata solamente all’analisi del ciclo e all’approccio top-down?

Non del tutto. Si può dire che due un terzo della performance del fondo viene dall’analisi top-down e due terzi dalla selezione dei titoli . L’analisi dall’alto verso il basso ci offre un quadro di riflessione molto importante, ma non costruiamo il portafoglio solo su questa base.

Per la selezione dei titoli, ci avvaliamo della ricerca del nostro team, che ci fornisce analisi molto dettagliate. A partire di lì, ciascun gestore sceglie i titoli da mettere nel portafoglio del proprio fondo.

Ogni gestore è responsabile della scelta dei titoli. Per quanto mi riguarda, non ho una disciplina rigida di acquisto o vendita. Per esempio, non acquisto un titolo perché a sconto di X o Y% rispetto al prezzo obiettivo. Ci possono essere vari motivi per vendere un’azione: perché ha superato il prezzo obiettivo o perché è in corso una rotazione settoriale oppure, ancora, perché c’è stato un evento negativo nella storia dell’azienda.

Quali sono le sue previsioni per i prossimi dodici mesi?

E’ difficile fare questo genere di esercizio. E’ chiaro che la ripresa negli Stati Uniti è in atto e che è meno evidente in Europa. Tuttavia, non ci sono ragioni perché il Vecchio continente non possa agganciarla. C’è solo una sfasamento temporale.

Per quanto riguarda la Borsa, siamo ottimisti senza comunque essere euforici. Ci attendiamo una crescita degli indici azionari tra il 5 e il 10% nei prossimi mesi.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Frédéric Lorenzini

Frédéric Lorenzini  est Directeur de la Recherche de Morningstar France.

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