Cosa ci dirà la tornata delle trimestrali europee?

È atteso un calo significativo degli utili, ma gli investitori sono pronti ad affrontare le cattive notizie.

Jocelyn Jovene 23/01/2024 | 00:21
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Tra il 24 gennaio e l’8 febbraio, circa la metà delle aziende che compongono gli indici di mercato europei pubblicheranno gli utili, comprese le più grandi società europee quotate come Novo Nordisk, L’Oreal, ASML, SAP, LVMH, nonché i principali titoli farmaceutici, bancari ed energetici. Entro l’8 marzo, si prevede che l’87% delle aziende europee avrà pubblicato i dati del quarto trimestre.

Le attese sono per una contrazione significativa degli utili, soprattutto nei settori energia e beni industriali, ma gli investitori sembrano pronti ad affrontare queste cattive notizie. Considerato il difficile quadro economico e geopolitico, la stagione delle trimestrali ci darà inoltre l’opportunità di vedere come le aziende valutano il contesto attuale e le prospettive per l’anno a venire.

Previsioni deboli

Secondo un recente rapporto di BofA Securities datato 15 gennaio, il consensus prevede nel quarto trimestre una contrazione dell’EPS (utile per azione) del 16% su base annua, la più debole dal terzo quarter del 2020. Ciò segnerebbe un ulteriore peggioramento dopo il -12% e il -11% (su base annua) registrato rispettivamente nel secondo e nel primo trimestre.

 

 

Gli alti tassi di interesse giocheranno un ruolo importante, penalizzando le aziende e le industrie con un alto livello di indebitamento”, afferma Michael Field, Europe Market Strategist di Morningstar.

Secondo gli analisti di BofA, il settore energetico e quello industriale saranno tra i peggiori, mentre le aziende del comparto finanziario dovrebbero fornire buone risposte.

Tuttavia, il trend degli utili futuri delle banche potrebbe non essere più così brillante. “La crescita dei profitti nel settore bancario è scesa al 2%, il livello più basso dal maggio 2022, in calo rispetto al picco del 12% registrato nell’aprile dello scorso anno”, osserva BofA.

“L’indice PMI per la maggior parte dei settori economici è inferiore a 50, suggerendo la tendenza a un indebolimento della crescita delle vendite e degli utili”, ha scritto UBS in un rapporto del 12 gennaio.

“Potremmo vedere i benefici del calo dell’inflazione su altri settori, in particolare quelli che hanno sperimentato recentemente una forte crescita dei costi. Le aziende dell’industria dei beni di consumo potrebbero trovarsi in difficoltà. I consumatori hanno dovuto fronteggiare l'aumento del costo della vita negli ultimi due anni, ma con l’impennata dei tassi ipotecari le loro disponibilità economiche si sono improvvisamente ridotte, il che significa che taglieranno la loro spesa laddove possibile", aggiunge Field.

Le aziende abbassano le aspettative del mercato

Di fronte alla cautela dei consumatori, all’incertezza nel commercio globale, alle sfide macroeconomiche in grandi economie come la Cina e a un’agenda politica piena di importanti appuntamenti, sembra plausibile che le aziende abbiano un atteggiamento prudente nel formulare le loro prospettive per il 2024.

“Gli indicatori macro, come i volumi delle esportazioni globali, suggeriscono ora che le stime degli EPS si stanno avvicinando al loro livello minimo. In Europa, tuttavia, gli indici PMI sono ancora deboli e c’è il rischio che i manager approfittino di questa tornata di trimestrali per rivedere le stime per il 2024”, scrivono gli strategist di BNP Paribas Exane in un report del 10 gennaio.

Tuttavia, gli investitori sembrano già piuttosto cauti nei confronti delle azioni europee, che attualmente vengono scambiate a un rapporto P/E di 12,7 volte, rispetto a una media storica di 14 volte.

Sarà interessante vedere come verranno interpretate dagli investitori le guidance per il 2024. Considerato il livello basso delle aspettative del mercato, la speranza di una inflazione più bassa e di un calo dei tassi di interesse, le azioni europee potrebbero avere un certo margine di rialzo.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Jocelyn Jovene

Jocelyn Jovene  è Editor di Morningstar Francia

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