Ferrari, ferma ai box a Piazza Affari dopo la semestrale, affronta il test con la Formula 1 a Monza

Seppure i numeri della semestrale siano stati definiti "eccezionali" dall’Ad di Ferrari, Benedetto Vigna, il titolo è rimasto fermo ai box in queste settimane, con il mercato che non si è lasciato scaldare da dati forti, ma in linea con le attese. Soprattutto dopo lo scatto del 40% delle quotazioni nei primi mesi del 2023.

Fabrizio Guidoni 29/08/2023 | 15:56
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L’arrivo del Gran Premio d’Italia di Monza edizione 2023 in calendario nel primo weekend di settembre, riporta il titolo Ferrari (RACE) in pole position nell’attenzione degli investitori italiani, dopo alcune settimane passate col freno a mano tirato in scia alla pubblicazione dei conti semestrali diffusi a inizio agosto. Infatti, seppure i numeri dei primi sei mesi dell’anno siano stati definiti "eccezionali" dall’amministratore delegato di Ferrari, Benedetto Vigna, il mercato in generale e gli analisti in particolare non si sono fatti sorprendere dal risultato vincente ma in linea con quanto atteso.

Tuttavia, non è escluso che potrebbero trovare di nuovo entusiasmo in caso di risultato chiaramente positivo nel sentitissimo Gran Premio di Monza. Finora dal circuito mondiale della Formula 1 sono arrivate notizie per Ferrari decisamente sotto le attese, in un contesto che vede, invece il buon risultato trimestrale riflettere principalmente l'arricchimento del mix di prodotti sostenuto dai modelli Daytona SP3, 812 Competizione e SF90.

D'altronde, che ci sia stato un pit stop nel listino azionario per le quotazioni nelle ultime settimane, è comprensibile se si tiene conto che il titolo a Piazza Affari vanta un rialzo intorno al +40% da inizio anno in gran parte concentrato nei primi mesi del 2023, per una capitalizzazione che ormai supera i 56 miliardi di euro.

Numeri semestrali col turbo

Ferrari ha chiuso i primi sei mesi del 2023 con ricavi netti per 2,9 miliardi di euro, in aumento del 17% rispetto ai 2,48 miliardi ottenuti nello stesso periodo dell’esercizio precedente, che vale un +15% a cambi costanti. Nel periodo in esame ha consegnato 6.959 vetture, +4% rispetto ai numeri del primo semestre 2022. Nel pubblicare un bilancio semestrale molto forte, risultato comunque in linea con le aspettative, il Cavallino Rampante ha anche comunicato l'aggiornamento verso l’alto della guidance. La società prevede ora un Ebitda in crescita quest'anno a 2,19-2,22 miliardi di euro, a fronte di stime precedenti per 2,13-2,18 miliardi. Il miglioramento è stato sostenuto in particolare da risultati superiori alle previsioni nel settore delle personalizzazioni. Le consegne di auto ibride hanno rappresentato il 43% delle consegne totali, più che raddoppiando il dato dell'anno scorso, mentre nel trimestre sono iniziate le prime consegne della quattro posti Purosangue a 12 cilindri della Ferrari.

L’Ad Vigna ha tenuto a sottolineare quattro elementi chiave che hanno messo il turbo ai conti: l'andamento delle consegne, la raccolta ordini "robusta", il fatto che il portafoglio ordini sia molto forte in tutte le aree geografiche e il fatto che il gruppo sia sulla giusta strada nella strategia di prodotto e nel viaggio verso la carbon neutrality. Il mix positivo di questi elementi ha consentito a Ferrari di festeggiare grazie a un portafoglio ordini "molto solido" e una crescita dell’ebitda rettificato nel secondo trimestre del 32% a 589 milioni di euro, in linea con le aspettative degli analisti.

Dati buoni ma non abbastanza per far esaltare gli analisti

Quasi la totalità degli analisti ha ritenuto i risultati semestrali solidi per Ferrari, ma nessuno o quasi è sembrato sorpreso dai numeri. Tra i più positivi sul titolo è Mediobanca che conferma il giudizio “outperform” alla luce della positiva evoluzione del mix e di un forte portafoglio ordini, che insieme all’aumento dei prezzi, dovrebbero sostenere i margini del gruppo e fornire buona visibilità sui prossimi due anni.

Diverse le case d’affari che sono in posizione neutrale sul titolo dopo il rally in Borsa nei primi mesi dell’anno. La sintesi che forse spiega meglio questo posizionamento è quella fatta dagli gli analisti di Intesa Sanpaolo, che hanno spiegato così l’abbassamento del giudizio sul titolo da “buy” a “hold “, ma con prezzo obiettivo confermato a 300 euro: "I solidi risultati del secondo trimestre e l’aumento dei target per l’intero anno hanno confermato il sentiero di crescita di Ferrari. L’upgrade della guidance però è già scontato nelle nostre stime e nel consenso di mercato. Dopo il rally da inizio anno Ferrari sta scambiando vicino al nostro prezzo obiettivo”.

Tra chi è rimasto in posizione neutrale rientrano ad esempio, Jefferies, con conferma la raccomandazione “hold” e il prezzo obiettivo a 250 euro, Goldman Sachs, che reitera la raccomandazione “neutral” e il prezzo obiettivo a 288 euro, e Banca Akros, attestata su un rating “neutral” e target price di 310 euro, che ritiene a questo punto la valutazione del titolo corretta rispetto al settore del lusso e vede lo spazio per sorprese positive sui risultati 2023 “probabilmente limitato".

Nota della redazione: leggi anche l’articolo Cars are back: Ferrari leads upwards value revisions, nel quale Fernando Luque, editor di Morningstar, spiega come Ferrari abbia avuto a luglio l’incremento più significativo del fair value (da 190 a 257 euro) tra le società coperte dall’analisi Morningstar. Il titolo ha uno Stock Rating di due stelle (clicca qui per la metodologia).

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Fabrizio Guidoni  collabora con Morningstar come data journalist. Ha una lunga esperienza sul mercato azionario italiano e sulla finanza sostenibile.

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