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5 motivi per cui il mercato Usa ha toccato nuovi minimi

Ecco cos’è che spinge al ribasso i listini di Wall Street e che fa dormire sonni agitati ai fund manager e agli investitori.

Sandy Ward 04/10/2022 | 12:28
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mercato ribassista

In due settimane gli investitori sono passati dal chiedersi se il rally estivo di metà giugno potesse avere un seguito, al ragionare sulla possibilità di essere sull'orlo di una recessione globale. Si parla persino che possa configurarsi il caso di mercato ribassista secolare, ovvero quando c'è un lungo e prolungato periodo di rendimenti in calo guidato da tendenze non associate al ciclo economico.

L'indice Morningstar US Market PR ha stabilito un nuovo minimo il 27 settembre, superando il precedente del 16 giugno. Le perdite ammontano ora al 23,05%, da inizio anno, e all'8,53% negli ultimi 30 giorni.

5 fattori che hanno portato a nuovi minimi
Cosa è cambiato? Puoi contare sulle dita di una mano i motivi per cui i mercati sono crollati: 

1)      Il dato di agosto relativo all’indice dei prezzi al consumo negli Usa ha lanciato il messaggio che le pressioni inflazionistiche sono ancora lontane dal raggiungere il loro picco, aggiungendo pressione sulla Fed affinché mantenga la sua politica monetaria aggressiva sui tassi di interesse.
2)      Il profit warning lanciato da FedEx FDX il 15 settembre scorso, in cui l’azienda di trasporti e consegne ha evidenziato come le tendenze macroeconomiche, in particolare in Asia e in Europa, stiano pesando sui risultati del 2022. L’azienda ha fatto sapere che le aspettative sono per un ulteriore peggioramento nei prossimi trimestri. Il titolo è crollato del 21% durante la seduta di Borsa del giorno dopo.
3)      La Federal Reserve ha aumentato i tassi di un altro 0,75% il 21 settembre. È stato il terzo aumento consecutivo dello 0,75% e il quinto ritocco al rialzo nell’anno in corso, portando il costo del denaro al 3%. Il Presidente della Federal Reserve, Jerome Powel,l ha adottato un tono più severo nel descrivere la determinazione della Banca Centrale nel combattere l'escalation dell'inflazione, promettendo una politica monetaria “sufficientemente restrittiva” per portare l'inflazione al livello obiettivo del 2% e ribadendo il concetto che questa scelta comporterà un “periodo prolungato di crescita al di sotto del trend”.
4)      L’apprezzamento del dollaro, oltre a comprimere gli utili aziendali, sta anche spingendo al ribasso le altre valute. Questo forza gli investitori stranieri a spostare il loro interesse verso i Treasury statunitensi, cosa che ha l’effetto di aumenta ulteriormente il valore del dollaro.
5)      Il rallentamento della crescita degli utili aziendali e il taglio delle aspettative future. Secondo Yardeni Research, una società di consulenza e ricerca sugli investimenti, sono state tagliate le stime relative ai profitti del terzo e del quarto trimestre di quest'anno e quelle per ciascuno dei trimestri del prossimo anno. Oltre alle revisioni degli utili, il multiplo Forward P/E (Prezzo Atteso/Utili) è sceso dal 16,2 del 20 settembre al 15,4 del 26 settembre. L’espansione dei multipli è un segno di fiducia da parte del mercato che gli utili e i flussi di cassa delle società aumenteranno e gli investitori sono disposti a pagare un prezzo più alto per beneficiare di quei profitti. Al contrario, quando i multipli si restringono, gli investitori scontano gli utili in deterioramento e sono disposti a pagare prezzi più bassi. 

A causa delle mutevoli dinamiche in atto, i market stategist hanno adottato posizioni più caute.

Quali sono le prospettive per i mercati?
Tim Hayes, chief global investment strategist di Ned Davis Research (NDR), ad esempio, lunedì ha modificato la sua raccomandazione relativamente all’asset allocation desiderabile riducendo la percentuale da investire in azioni globali dal 60% al 50% a favore della quota in liquidità (pari ora al 15%). Hayes ha definito "prematuro" l'aggiornamento di agosto di NDR a un sovrappeso del 5% nelle azioni globali e ha notato che i clienti siano sempre più preoccupati della possibilità di un mercato ribassista secolare lungo e severo.

In una nota ai clienti, Richard Bernstein Advisors ha dichiarato che la probabilità di rendimenti negativi è molto alta. “Preferiamo strutturare i portafogli in base alle uniche due certezze che vediamo per i prossimi 6-12 mesi: la Fed aumenterà ancora i tassi e i profitti decelereranno. Questa combinazione di eventi non è buona per i mercati azionari e ora abbiamo i livelli di liquidità più alti degli ultimi anni”, hanno affermato gli analisti della società.

Anche il più ottimista dei gestori ammette che ci vorranno prove più chiare che le politiche sui tassi della Fed stanno funzionando prima che la banca centrale possa alleggerire la sua stretta monetaria, il che consentirebbe al mercato azionario di tornare su un trend crescente.

“Stranamente, dobbiamo augurarci indicatori economici deboli per sperare nella ripresa del mercato", afferma Ed Yardeni, presidente e chief investment strategist di Yardeni Research. La Fed, infatti, spera che aumentando il costo del denaro e riducendo la domanda di beni e servizi, nonché i posti di lavoro, possa ottenere la stabilità dei prezzi in tutta l'economia e quindi tornare a una normalizzazione della politica monetaria.

 

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Sandy Ward  è un editorialista per Morningstar.com