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DBRS Morningstar, rischi sui conti pubblici dopo le elezioni italiane

Il governo che si formerà dopo il voto del 25 settembre dovrà affrontare i pericoli di recessione, l’aumento dei tassi e il caro-energia. Nel 2023, sarà difficile mantenere le promesse elettorali di tagli delle tasse e bonus.

Sara Silano 16/09/2022 | 11:02
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Parlamento-italiano

“Il nuovo governo italiano potrebbe faticare a trovare un buon equilibrio tra la protezione dell'economia e il risanamento dei conti pubblici”.

A dirlo è DBRS Morningstar, in una nota del 16 settembre, dal titolo “L'obiettivo di deficit fiscale dell'Italia per il 2023 è offuscato dalle elezioni e dal rischio di crisi energetica”, curata da Carlo Capuano, vice president global sovereign rating.

Il governo ha recentemente varato una serie di misure per contrastare il caro-bollette, che non dovrebbero intaccare i target di deficit di quest’anno (5,6% del PIL), ma c’è una grande incertezza per il 2023.

Le nuvole che si addensano sul futuro dei conti pubblici hanno diverse forme.

Rischi di recessione
Innanzitutto, ci sono i rischi di recessione. Secondo DBRS Morningstar, “la crescita per il 2022 dovrebbe essere in linea con le ultime proiezioni del governo (+3,1%)”, mentre “la performance dell’economia potrebbe essere debole nel primo e secondo trimestre del 2023”.

Le previsioni delle principali istituzioni sono state riviste al ribasso per l’anno prossimo da un intervallo tra il 2,5% e il 2,2% a +1,3% - +0,7% (vedi grafico). Questo influirà negativamente sui conti pubblici a meno che il deflatore (strumento che consente di depurare la crescita del PIL dall’aumento dei prezzi, Ndr) non sia significativamente più alto del previsto.

Previsioni per il PIL italiano nel 2023 delle principali istituzioni (variazioni annue)

Previsioni sul PIL italiano 2023

Altri fattori di rischio per i conti pubblici sono i più alti costi di emissione del debito pubblico, in un contesto di rialzo dei tassi di interesse e di spread elevato tra BTP e Bund, e l’estensione delle misure per contrastare i rincari energetici.

Promesse elettorali difficili da mantenere nel 2023
“I rischi sono aggravati dalla possibilità che le riforme fiscali o ulteriori sussidi, presenti negli attuali programmi elettorali dei partiti, si rivelino non neutrali”, dice Capuano. “Misure fiscalmente onerose e non temporanee e ben mirate potrebbero innescare un aumento dei costi di finanziamento”.

Tra le proposte della campagna elettorale ci sono tagli alle tasse, abbassamento dell’età pensionabile, aumento delle pensioni, bonus per chi compie 18 anni, azzeramento dei contributi sociali per i neo-assunti sotto i 35 anni, ecc.

Il nuovo governo però dovrà fare i conti con una realtà fatta di un rallentamento della crescita, tassi di interesse in aumento e necessità di nuove misure per contrastare la crisi energetica.

“Il prossimo governo potrebbe faticare a mantenere le promesse elettorali espansive nel 2023, perché potrebbero esserci altre priorità”, conclude Capuano.

 

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia