ETF, i migliori e i peggiori del mese

GIUGNO 2022: il mercato azionario cinese, trainato dai titoli tech, rimbalza e si prende la scena. Continua anche il buon momento del solare. Prosegue invece il periodo nero di criptovalute e asset digitali. 

Valerio Baselli 04/07/2022 | 11:50
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ETF

Secondo i dati Morningstar, a giugno, tra il miglior Exchange traded product (in termini di rendimento) e il peggiore ci sono circa 80 punti percentuali (prendendo in considerazione quelli registrati alla vendita in Italia ed escludendo i replicanti strutturati, cioè a leva o inversi).

Questi strumenti, essendo prodotti puramente passivi, riflettono nei loro movimenti l’evoluzione dei mercati, senza che la performance venga distorta dalle scelte (buone o cattive) di un gestore attivo.

I Top
La Top 15 di giugno dei fondi passivi quotati in Borsa, cioè gli Exchange traded products (ETP), parla quasi esclusivamente cinese. Al primo posto troviamo il Global X China Electric Vehicle and Battery UCITS ETF, esposto a un paniere composto da 20 società cinesi che producono veicoli elettrici, loro componenti come le batterie al litio, attrezzature per la produzione di batterie e materiali per batterie come il litio e il cobalto.

Ci sono poi diversi replicanti esposti al settore tecnologico. Dopo che colossi del settore come Alibaba (BABA) e Baidu (BIDU) hanno riportato risultati trimestrali superiori alle attese, le “internet stocks” cinesi vivono infatti un vero e proprio cambio di sentiment da parte degli investitori, con quest’ultimi attratti dalle valutazioni interessanti e dalla ricerca di performance in un momento di mercato orso in Usa ed Europa.

Il rinnovato interesse verso il mercato cinese, poi, è spinto anche dalla speranza che il governo metta finalmente in atto misure per rilanciare l’economia, incagliata da diversi mesi nella lotta al Covid. Lo scorso 27 giugno, la People's Bank of China ha iniettato un totale di 100 miliardi di yuan (circa 15 miliardi di dollari) nel sistema bancario tramite pronti contro termine, la più grande iniezione giornaliera del secondo trimestre, al fine di allentare la pressione derivante dall'aumento della domanda di liquidità verso la fine della prima metà dell'anno.

“Il peggio è passato per i titoli tech cinesi”, afferma Chelsey Tam, Asia senior equity analyst di Morningstar. Secondo l’esperta “la Cina ha imparato diverse lezioni in quest’ultimo periodo” e per quanto riguarda i risultati dei grandi colossi internet del Paese, “potranno sorprendere in positivo, perché queste aziende sono ora meno focalizzate sulla crescita e più sulla profittabilità”.

Continua anche il buon momento del settore energie alternative e in particolare di quelle soluzioni d’investimento specializzate nel solare. Al diciassettesimo posto della classifica degli ETP più redditizi del mese di giugno troviamo il Global X Solar UCITS ETF, con una performance mensile dell'11,5%. Il fondo traccia il Solactive Solar v2 Index, che conta 50 componenti e che è stato disegnato per dare esposizione alle principali aziende attive nell’energia solare. Ricordiamo che lo scorso 18 maggio la Commissione europea ha presentato il pacchetto REPowerEU, relativo al risparmio energetico e alla diversificazione nell’approvvigionamento, oltre che all’accelerazione nella transizione verde.

E i Flop
La classifica relativa ai replicanti che hanno perso di più nel mese di giugno vede, di nuovo, solo strumenti esposti alla criptovalute oppure agli asset digitali e alla tecnologia Blockchain.

L’intero ecosistema cripto è sotto pressione, come dimostra anche il fatto che a fine mese Bitcoin sia sceso sotto la soglia dei 20mila dollari, rompendo un livello tecnico importante. Con una perdita di oltre 37 punti percentuali, il mese di giugno è stato il peggiore dal 2011 per la cripto più famosa. Da sottolineare poi che Bitcoin – tradizionalmente scorrelato dai mercati azionari – si è indebolito parallelamente all’equity statunitense: il secondo trimestre del 2022 è stato il peggiore dal 1970 per l’S&P 500, mentre il Nasdaq ha registrato il suo semestre più debole dal 1998.

Intanto, l'Unione Europea sembra aver trovato un terreno condiviso sulla proposta di legge che mira a normare il mercato delle criptovalute, conosciuta con il nome di Markets in Crypto-Assets o MiCA. La notizia, che ha già provocato sui social network una serie di reazioni contrastanti, è stata confermata dalla Commissione tramite il proprio profilo Twitter.

Tra i requisiti che verranno imposti ai CASP (Crypto Asset Services Providers) in base alle nuove regole c'è la responsabilità legale per le società in caso di perdita dei crypto-asset dei loro clienti, oltre a nuovi requisiti volti a prevenire “manipolazioni di mercato e abuso di informazioni privilegiate” e nuove regole sull’impatto ambientale e climatico delle criptovalute.

La proposta di legge dovrà essere approvata dal Consiglio e dal Parlamento Europeo prima di entrare in vigore.

L’analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.