Russia-Ucraina, Piazza Affari in ritirata

Dopo l’invasione si sono registrati forti cali fra le società più esposte a Mosca. In discesa i bancari, ma anche Pirelli, Buzzi e Geox. Petrolio in salita, ma gli energetici sono stati volatili. 

Marco Caprotti 24/02/2022 | 15:37
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Ucraina

Versione aggiornata con le chiusure di Borsa, la volatilità degli energetici, il cambio euro\dollaro e lo spread Btp-Bund. 

Banche ma non solo. Sono diversi i titoli quotati a Piazza Affari esposti alla Russia che sono crollati nel giorno in cui Mosca ha iniziato l’invasione dell’Ucraina.

L’indice Ftse Mib ha perso il 4,1%. Per quanto riguarda gli istituti di credito, il titolo Unicredit ha finito in ribasso di oltre il 13,5%. Secondo un report di DBRS Morningstar, la banca, attraverso il segmento di business dedicato alla regione del centro ed est Europa, offre un'ampia gamma di prodotti e servizi al dettaglio a clienti corporate e istituzionali in 10 stati, inclusa la Russia.

In questo paese, opera dal 1989 attraverso AO UniCredit Bank. L’istituto si compone di tre segmenti: corporate e investment banking, retail banking e leasing. La banca ha attualmente circa 2 milioni clienti retail e circa 30.000 corporate. “A fine giugno 2021 Unicredit aveva il 2,8% del totale delle attività rischiose (misurate in termini di Risk-Weighted Assets, RWA) esposte verso la Russia. Il 79% erano esposizioni corporate e il 12% retail” spiega il report. Male anche Intesa, che ha perso il 7,9%.

Pirelli, in discesa del 10,4%, ha comunicato che "con riferimento all'inasprirsi della crisi Russia-Ucraina ha condotto una prima analisi tenendo in considerazione che il costo del petrolio e dell'energia resti agli attuali livelli da marzo 2022 a fine anno, oltre a potenziali impatti sulle operation locali correlati all'import ed export da e verso la Russia di materie prime e prodotti finiti". In tale scenario, stima che le guidance sulla redditività e sulla generazione di cassa si posizionerebbero nella parte bassa del range (circa 890 milioni l'EBIT Adjusted e circa 450 milioni di euro la generazione di cassa prima dei dividendi).

Il gruppo cementiero BuzziUnicem ha finito la seduta a -7,8%. La società, secondo la relazione sui primi nove mesi del 2021, ha registrato un fatturato di 158,1 milioni di euro in Russia nel periodo, in crescita rispetto ai 152,4 milioni di euro dei primi tre quarter del 2020. Si tratta di oltre il 6% del fatturato consolidato del gruppo.

In forte calo anche Geox (-14%). La società di scarpe e capi di abbigliamento nella relazione sui primi nove mesi del 2021, aveva comunicato che la Russia pesa per il 9% sul fatturato totale del gruppo ed era stato uno dei paesi più in crescita (ricavi in aumento del +44% sui nove mesi 2020 e del +11% sui nove mesi 2019).

Energy volatile
Nel frattempo, le preoccupazioni per le interruzioni dell'offerta di petrolio hanno acceso i mercati energetici, spingendo per la prima volta dal 2014 i futures sul Brent sopra la soglia dei 100 dollari.

Di questa situazione nel corso della giornata ha approfittato, Eni che ha però poi chiuso a -0,5%. Nel comparto delle infrastrutture per l’energy, Saipem ha terminato la seduta a +1,8% dopo una giornata volatile. Gas Plus è stata sospesa per eccesso di rialzo.

Il cambio euro/dollaro è sceso sotto quota 1,115, mentre lo spread tra Btp e Bund è calato sotto i 162 punti base.

 

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.