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Raccolta fondi: fuga dai bond a gennaio, l’equity tiene

Il mese scorso i fondi a lungo termine domiciliati in Europa hanno incassato 41,5 miliardi di euro. I prodotti a reddito fisso hanno segnato deflussi per la prima volta dal marzo 2020. Bene gli azionari globali large cap blend e gli azionari emergenti. La correzione di mercato ha abbassato il patrimonio totale.

Valerio Baselli 23/02/2022 | 16:30
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A gennaio, gli investitori hanno versato 41,5 miliardi di euro nei fondi a lungo termine domiciliati in Europa, 19 miliardi di euro in meno rispetto al mese precedente. Ciò è dovuto principalmente alla diminuzione della domanda di fondi bilanciati e soprattutto ai deflussi dai prodotti a reddito fisso. 

Nonostante la volatilità e le prese di profitto registrate sui mercati internazionali (il mese scorso il Morningstar Global Markets Index NR ha perso il 3,8%, in euro), lo spettro azionario ha incassato 36,3 miliardi di euro, registrando una raccolta nettamente superiore a quella degli ultimi sei mesi (periodo in cui il risultato medio mensile è stato di circa 20 miliardi di euro). È stata una storia unilaterale, con ben 32 miliardi di euro incassati dai prodotti passivi. Gli azionari globali large-cap blend e gli azionari mercati emergenti globali, così come gli azionari USA large-cap blend e fondi ecologici, sono state le categorie più popolari durante il mese.  

I fondi obbligazionari, dal canto loro, hanno perso per strada 4,6 miliardi di euro, segnando deflussi netti per la prima volta da marzo 2020. I principali detrattori sono stati i fondi obbligazionari globali dei mercati emergenti, i fondi obbligazionari diversificati in euro e dollari USA, i fondi obbligazionari flessibili globali e quelli high yield in dollari USA. Le preoccupazioni degli investitori stanno crescendo in quanto la Federal Reserve ha confermato la sua intenzione di accelerare il percorso atto a ritirare gli stimoli monetari e ad aumentare i tassi di interesse già il prossimo marzo. Allo stesso tempo, si sono registrati buoni acquisti per quanto riguarda la categoria di fondi “obbligazionari altro” – i comparti di questa categoria investono in obbligazioni e hanno esposizioni valutarie che non li qualificano per l'inclusione in altre categorie Morningstar – così come i fondi esposti alle obbligazioni cinesi emesse in renminbi e i fondi di obbligazioni governative in euro.

I fondi bilanciati, invece, hanno goduto di un altro mese positivo, anche se per la prima volta dal febbraio 2021 hanno incassato meno di 11,7 miliardi di euro (8,8 miliardi di raccolta netta a gennaio); i fondi moderati in euro che investono a livello globale sono stati i principali beneficiari, con quasi 3 miliardi raccolti il mese scorso. I fondi alternativi sono riusciti a rimanere in territorio positivo per il dodicesimo mese consecutivo, raccogliendo 232 milioni di euro.

Infine, gli investitori hanno ritirato 13,2 miliardi di euro dai fondi del mercato monetario, sulla scia delle preoccupazioni per l'aumento dell'inflazione e il calo del potere d'acquisto.

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Attivi Vs Passivi
I fondi indicizzati a lungo termine hanno registrato afflussi per 36,2 miliardi di euro a gennaio, contro i 5,1 miliardi dei fondi a gestione attiva. Sul versante attivo, i fondi bilanciati hanno goduto della maggiore domanda, raccogliendo 8,8 miliardi di euro; i fondi obbligazionari gestiti attivamente hanno registrato 8,2 miliardi di euro di riscatti. I fondi indicizzati azionari hanno invece attirato la cifra record di 32 miliardi di euro, rendendo gennaio 2022 il miglior mese di sempre in termini di flussi.

La quota di mercato dei fondi indicizzati a lungo termine è salita al 22,25% a gennaio 2022, dal 20,37% di gennaio 2021. Se si includono i fondi del mercato monetario, che sono il dominio dei gestori attivi, la quota di mercato dei fondi passivi si attesta al 19,84%, dal 17,89% di 12 mesi prima.

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L’onda sostenibile
Gli investitori hanno continuato a versare denaro nei fondi sostenibili. Dal punto di vista della crescita organica, i fondi Articolo 8 e Articolo 9 secondo la SFDR hanno mostrato a gennaio i tassi medi più alti, rispettivamente allo 0,35% e all’1,50%, quando invece i fondi non considerati Articolo 8 o Articolo 9 hanno avuto tassi medi di crescita organica che vanno dallo 0,23% allo 0,31%. Il tasso di crescita organica esprime i flussi in rapporto agli asset all’inizio del periodo preso in considerazione.

Gli impegni dell'industria finanziaria per raggiungere “emissioni nette zero” sono fondamentali per il finanziamento di iniziative verdi nel campo delle utility e in altre industrie in un modo che era impensabile solo un paio di anni fa. Ed è solo nelle ultime due COP (Conference of Parties) che la comunità finanziaria è stata riconosciuta come un attore assolutamente necessario, perché senza il capitale, la transizione semplicemente non può avvenire.  

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Scopri quali categorie, fondi e società hanno raccolto di più o di meno. Clicca qui per scaricare il report completo.  

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

Le cifre di questo rapporto sono state compilate il 21 febbraio 2022. Sono stati inclusi circa 31.300 fondi aperti ed ETF che Morningstar registra da oltre 2.900 società di fondi in più di 36 domicili.
Si noti che la metodologia attuale di Morningstar potrebbe non includere gli afflussi nel periodo di sottoscrizione iniziale dei cosiddetti “fondi a finestra” nella stima dei flussi netti.
Clicca qui per scaricare la metodologia.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.