I punti di forza delle grandi biotech

Le aziende del settore, dicono gli analisti di Morningstar, spendono molto per creare nuovi farmaci, comprare concorrenti e remunerare gli azionisti. Ma se lo possono permettere.

Marco Caprotti 26/10/2021 | 12:02
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Ricerca, dividendi e acquisizioni. Sono questi, dicono gli analisti di Morningstar, i tre elementi che dovrebbero spingere gli investitori a tenere d’occhio il settore biotecnologico. Soprattutto quando si tratta di aziende a grande capitalizzazione.

In Borsa il comparto viaggia ma non corre. L’indice Morningstar Global Biotechnology da inizio anno ha guadagnato (in euro fino al 25 ottobre) l’11,1% (+26% nel 2020).

Indice Morningstar Biotech da inizio anno
biotec global
Dati in euro

Diversamente dal sentiment del mercato, gli analisti di Morningstar credono che la buona allocazione del capitale operata in questi anni da alcuni gruppi permetterà loro di crescere.

“La maggior parte delle aziende biotech ha un vantaggio competitivo, ma quasi tutti i farmaci attualmente venduti dovranno fare i conti con la concorrenza dei generici nei prossimi due decenni”, spiega Damien Conover, Director della ricerca sui titoli farmaceutici di Morningstar. “La durata dei brevetti rende il settore biotech particolarmente dipendente da un buon utilizzo del capitale”.

Come spendono le aziende biotech
Tuttavia, c’è modo e modo di utilizzare gli investimenti. “Consideriamo la strategia di investimento di ciascuna società come il fattore chiave di differenziazione all'interno del gruppo biotech”, dice Conover. “C’è chi utilizza il denaro per fare ricerca e sviluppo e chi lo usa per dare dividendi agli azionisti. In questo senso, raramente abbiamo visto dei tagli alla cedola negli ultimi anni. Con payout vicini al 50%, riteniamo che gli investitori alla ricerca di un reddito da dividendo dovrebbero prendere in considerazione le big cap del settore biofarmaceutico”.

Dove investono le large cap biotech
large

C’è poi la parte legata all’innovazione dove, secondo gli analisti, gli investimenti tendono a offrire buoni ritorni sul capitale investito. “Ma gli investimenti nell'innovazione passano anche attraverso acquisizioni”, dice Conover. “In generale, abbiamo visto operazioni di successo fra i grandi player. Quando invece si concentrano su piccole aziende, spesso l’esborso risulta essere troppo alto rispetto ai risultati ottenuti”.

La possibilità di spendere deriva in gran parte da bilanci sani. “Le aziende del settore hanno una gestione prudente”, dice l’analista. “Anche perché hanno bisogno di capitale pronto per acquisizioni che potrebbero emergere improvvisamente a causa di scoperte scientifiche imprevedibili”.

Inoltre, le aziende biotech devono sempre essere pronte a difendersi da azioni legali. Alcuni farmaci, infatti, arrivano sul mercato con effetti collaterali imprevedibili. “Negli ultimi due decenni, diversi ritiri di prodotti e nuove scoperte hanno portato a importanti costi di contenzioso”.

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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