Il peso degli emergenti sull’area euro

L’Austria è la più esposta ai paesi in via di sviluppo per via del suo forte legame con l’Europa dell’Est. L’Italia è sotto la media della regione. Grecia e Irlanda sono quelle che sfruttano meno di tutti la crescita della domanda negli emerging markets.

Francesco Lavecchia 21/07/2021 | 08:27
Facebook Twitter LinkedIn

L’Eurozona è fortemente connessa ai mercati emergenti, come dimostra anche l’elevato grado di correlazione tra gli indici delle due regioni, ma quanta ricchezza prodotta nei paesi della moneta unica deriva dagli scambi commerciali con quelli in via di sviluppo? In media, la percentuale del fatturato generato negli emerging markets è di poco superiore al 20%. A rivelarcelo è il tool di Revenue exposure di Morningstar Direct che permette di analizzare la reale esposizione geografica di un portafoglio, ovvero dove le aziende realizzano i loro ricavi, e che abbiamo applicato agli indici Morningstar dei paesi dell’area euro per quantificare, per ognuno di questi paesi, quale fosse la percentuale di fatturato prodotta sui mercati emergenti (Figura 1).

Figura 1: Il peso degli emergenti sull'Eurozona

indici morningstar

 

L'Austria batte Francia e Spagna
L’Austria è la più esposta ai paesi in via di sviluppo. Il loro peso ammonta complessivamente al 31,6% del fatturato delle aziende che compongono l’indice Morningstar Austria. La regione più importante è l’Europa emergente, con il suo 24%, seguita a distanza dai paesi asiatici (4,4%), mentre America latina, Medio Oriente e Africa hanno un ruolo marginale. All’interno dell’Europa emergente, Romania e Repubblica Ceca giocano un ruolo importante grazie a una percentuale che complessivamente si ferma poco sotto il 12% del giro d’affari del paese. Più indietro, Polonia e Russia (rispettivamente con il 3,3% e il 2,4%). I ricavi generati in Asia (4,4%) sono invece da attribuire quasi completamente alla Cina.

Sui gradini bassi del podio troviamo, quasi a parimerito, Francia e Spagna (rispettivamente 27,7% e 27,3%). Parigi è prevalentemente esposta ai mercati asiatici (14%), e in particolare a quello cinese (10%). Ma anche la Russia, con il suo 2,5%, gioca un ruolo importante sul fatturato complessivo del paese. Madrid, invece, conferma la sua forte connessione con i mercati dell’America latina, che rappresentano quasi il 18% del giro d’affari complessivo, e in particolare con Brasile e Messico, che pesano rispettivamente per l’8% e il 6% dei ricavi totali. Va evidenziato come all’interno dell’Area euro la Spagna sia la nazione più esposta alla Turchia, un paese molto criticato e spesso minacciato di sanzioni economiche dall’Unione europea per alcune posizioni politiche. La Francia, invece, è quella che la più alta percentuale di ricavi prodotti in Africa (2%).

La quarta posizione di questa particolare classifica è occupata dal Portogallo. Lisbona dipende per il 25% dai mercati emergenti e in particolare da quelli dell’America latina e dell’Europa dell’Est (rispettivamente 11% e 12%). La Germania, prima economia del vecchio continente, ha come mercato emergente di riferimento la Cina, che rappresenta circa il 9% del fatturato del paese, mentre il Belgio, che con il suo 24% di ricavi prodotti nei paesi in via di sviluppo si colloca ampliamente sopra la media dell’area euro, attinge maggiormente ai mercati dell’America latina (11,45%).

Italia, Grecia e Irlanda in coda alla classifica 
In coda ai paesi dell’area euro troviamo Grecia e Irlanda. La quasi totalità del fatturato delle aziende greche prodotto sui mercati emergenti (11%) viene dall’Europa dell’Est e in particolare dalla Romania e dalla Bulgaria. Il 12% dei ricavi “emergenti” di Dublino è invece da attribuire in larga parte a Cina e America latina.

L’Italia, con il suo 17%, è tra i paesi della regione con la più bassa esposizione ai mercati emergenti. D’avanti solo a Grecia e a Irlanda. Il fatturato “emergente” delle aziende italiane, diversamente da quanto visto per le altre nazioni analizzate, è quasi equamente distribuito tra Europa dell’Est, Asia e America latina. Nel primo caso i ricavi sono concentrati in Russia, la quota dei mercati asiatici fa capo prevalentemente alla Cina, mentre è il Brasile il mercato più grande del Sud America.  

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Leggi le altre analisi dedicate ai mercati emergenti

Clicca qui

Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

Conferma la tipologia di utente


Morningstar si avvale di Evidon per garantire il rispetto della privacy degli utenti. Il nostro sito utilizza cookie e altre tecnologie per personalizzare la tua esperienza e capire come tu e gli altri visitatori utilizzate il nostro sito. Vedi 'Consenso per i cookie' per maggiori dettagli.

  • Altri siti Morningstar
© Copyright 2021 Morningstar, Inc. Tutti i diritti sono riservati.

Termini&Condizioni        Privacy        Cookies