I titoli delle commodity come scudo dall’inflazione

Quando aumenta il costo della vita il rendimento degli investimenti rischia di diminuire. Le società legate alle materie prime offrono protezione e diversificazione. Ma vanno maneggiate con cura.

Marco Caprotti 29/06/2021 | 14:36
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L’inflazione sale e gli investitori cercano sistemi di difesa. Le azioni legate alle commodity, in questo senso, possono rappresentare uno scudo anche se, avvertono gli analisti di Morningstar, si tratta di strumenti da maneggiare con cautela.

Secondo i dati finali Eurostat, l'inflazione a maggio nell’area euro ha registrato un incremento annuale del 2%, dopo il +1,6% di aprile e dopo il +0,1% dello stesso mese dell'anno precedente. Su base mensile i prezzi al consumo hanno registrato un aumento dello 0,3%.

Negli Stati Uniti l'inflazione annua nel mese di maggio 2021 è risultata pari a 5,0% contro il 4,2% di aprile. L'inflazione mensile rispetto al mese precedente ha registrato un valore di 0,8%.

Perché l’inflazione fa paura?
Gli investitori in genere desiderano incrementare il proprio potere d’acquisto nel lungo periodo. L’inflazione mette a repentaglio questo obiettivo, perché i rendimenti degli investimenti devono innanzitutto tenere il passo con l’inflazione affinché il potere d’acquisto possa aumentare. Un investimento che offre un rendimento nominale del 2% a fronte di un’inflazione del 3% produce in realtà un rendimento negativo (−1%) in termini reali, cioè corretto per l’inflazione.

La questione di fondo è capire se i dati sull’aumento dell’inflazione indichino una reale crescita del costo della vita o se si tratti di fiammate legate alla ripartenza dell’attività economica dopo i lockdown.

Per quanto riguarda l’Europa, il consiglio direttivo della Bce dopo l’ultima riunione (in cui ha confermato la politica monetaria accomodante) ha detto che i tassi resteranno bassi finché “non vedrà le prospettive di inflazione convergere saldamente su un livello sufficientemente prossimo ma inferiore al 2% nel suo orizzonte di proiezione e tale convergenza non si rifletterà in maniera coerente nelle dinamiche dell’inflazione di fondo”.

Tornando negli Usa, le previsioni di Morningstar dicono che nel 2021 l'indice dei prezzi della spesa per consumi personali dovrebbe salire al 2,9% (dal 2,3% stimato precedentemente). L’inflazione core (che esclude i prodotti più volatili, Ndr) quest’anno dovrebbe essere del 2,5%. Per il 2022-25, la stima è sostanzialmente invariata: una media del 2,3%, appena sopra l'obiettivo di lungo periodo del 2% della Federal Reserve. 

Andamento inflazione Usa
inflazione Usa

Perché le commodity
I vantaggi di un investimento in commodity sono, sostanzialmente, due:

1) Protezione contro l’inflazione. I prezzi delle materie prime possono trarre beneficio da periodi inattesi di inflazione, mentre le valutazioni di azioni e bond posso soffrire (a causa degli effetti principalmente sui flussi di cassa). La crescita delle valutazioni delle materie prime, invece, è la causa principale dell’aumento del costo della vita, per cui i due fattori spesso viaggiano in coppia.

2) Diversificazione. Chi investe in commodity è esposto anche all’andamento dei future sulle materie prime. La variazione delle valutazioni di questo asset riflette il mutare delle attese del mercato per quanto riguarda la domanda e l’offerta delle commodity.

Per comprare materie prime ci sono quattro strade (e una non esclude le altre): acquisto del bene fisico; sottoscrizione di contratti future; investimento in azioni di società produttive, estrattive e distributive; fondi di investimento ed Etc.

Nel caso di acquisto fisico del bene, non c’è una distribuzione periodica di proventi, ma si può sperare solo in una plusvalenza (o temere una minusvalenza) nel momento della vendita. Ci sono poi alcuni costi aggiuntivi (ad esempio le spese di stoccaggio, di assicurazione e di deposito). Alcune commodity sono soggette a forti limitazioni e regolamentazioni.  In alcuni paesi, ad esempio, non si può acquistare oro. Certe commodity agricole presentano problemi per la loro deperibilità. Alcuni metalli (tipo l’uranio), invece, non sono stoccabili. Tutti motivi che spesso precludono i mercati fisici agli investitori individuali.

Perché le azioni legate alle commodity
Per evitare questi problemi si può arrivare alle materie prime in maniera indiretta, attraverso l’investimento in aziende che sono legate al loro ciclo economico (ad esempio le società minerarie o petrolifere).

“Abbiamo analizzato i rendimenti storici delle azioni di società che lavorano nelle materie prime, sia rispetto a quelli delle commodity fisiche sia nei confronti di quelli del mercato azionario generale”, spiega Brian Huckstep, Portfolio manager e multi-asset specialist di Morningstar Investment Management. “Abbiamo scoperto che queste società tendono a mostrare un'elevata correlazione con i rendimenti delle commodity e un minor legame con quelli dell’equity in generale. Non sono una copertura perfetta, non sono ottimali come una merce fisica in questo senso, ma sono comunque abbastanza buone”.

Le azioni legate alle materie prime sono comunque un asset da maneggiare con cura.
“Alcune analisi hanno dimostrato che queste stock a volte possono dare rendimenti superiori a quelli della materia prima di riferimento”, dice Kristoffer Inton, Director della equity research di Morningstar Research Services. “Tuttavia bisogna considerare che, con le azioni, ci si stanno anche assumendo rischi specifici dell'azienda. Quando si detiene la commodity fisica, si è esposti solo ai fattori macroeconomici che ne condizionano l’andamento. Con l'equity, invece, ci si accollano rischi come il crollo di una miniera o problemi legati alle condizioni di lavoro. Ad esempio, il Sudafrica in passato ha mostrato parecchi problemi in termini di sicurezza e ci sono stati molti disordini sindacali. In posti come gli Stati Uniti e il Canada, la manodopera è più costosa ma c'è molta più stabilità e prevedibilità”.

 

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.