Il Recovery Plan spinge le small cap europee

José Berros (Financière de l’Échiquier) spiega come a seguito della rotazione settoriale i settori difensivi e di tipo growth siano quelli da puntare. Il Next Generation EU, poi, è una grande opportunità per le piccole e medie imprese del Vecchio continente.

Valerio Baselli 18/06/2021 | 08:49
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Valerio Baselli: Buongiorno e benvenuti. Sono Valerio Baselli e oggi sono in compagnia di José Berros, gestore azioni europee di Financière de l’Échiquier, società fra l’altro che ha vinto il Morningstar Fund House Award 2021 per la categoria azionaria. Buongiorno José.

José Berros: Buongiorno.

Baselli: Parliamo di small e mid cap europee, il tuo universo d’investimento. Come hanno performato le small e le mid cap dallo scoppio della pandemia? E quali sono stati i principali driver?

Berros: Dall’inizio della pandemia abbiamo avuto due fasi. Nella prima c’è stata una forte sottoperformance per tutto il mercato, small, mid e big cap, con una perdita del 30% circa. Poi c’è stato un fortissimo rimbalzo, soprattutto da parte delle piccole e medie società in Europa, con titoli di diversi settori che hanno battuto il mercato.

Se prendiamo ad esempio alcune industrie che hanno perso il 30-40% fino alla rotazione di novembre, come l’energia, i trasporti, le banche, vediamo che queste hanno poi fortemente sovraperformato il mercato del 30-40% da allora.

Baselli: Da aprile 2020 abbiamo vissuto un forte rally e i mercati sono attualmente ai massimi storici. Ora c'è una chiara rotazione settoriale in corso. Qual è la tua opinione su questo e dove vedi le migliori opportunità per i titoli europei?

Berros: Il rally di mercato è stato molto forte e ammetto anche più forte di quanto ci si potesse aspettare. Questo perché la ripresa economica è a forma di V, molto robusta. Attualmente, siamo attenti alle valutazioni, questo è il primo punto. I listini sono globalmente ai loro massimi storici. Dopo l’asset rotation, o più precisamente la style rotation, dallo stile growth a quello value – sono infatti i titoli value e ciclici che stanno performando – adesso vediamo più valore in società di tipo difensivo o anche di tipo growth in settori come quello dei consumi e quello industriale. Società che sono molto esposte al mercato europeo e anche americano. E nonostante alcuni valutazioni si siano alzate l’anno passato, stiamo vedendo delle buone opportunità anche nel settore dell’healthcare.

Baselli: Pensi che il programma Next Generation EU, il Recovery Plan, avrà un impatto sulle small e mid cap europee? Se sì, quanto grande? E in quali settori?

Berros: C’è un fiume di denaro che sta per versarsi sul mercato, circa 700 miliardi di euro, quindi è sicuro che le aziende europee ne benificeranno. Noi parliamo con manger di tante aziende di settori diversi, come Interpump in Italia, o Rockwool in Danimarca, o altre società in Europa. Sono tutti molto ottimisti su questo piano e non solo per quest’anno, ma anche per il 2022 e il 2023. Ci sono altre aziende, come la spagnola Acciona, molto focalizzate sulle energie rinnovabili, ma anche in infrastrutture, in costruzioni, fanno strade, ponti, ecc. Anche qui, il piano UE sarà molto positivo per tutte queste aziende e questi settori in Europa.

Baselli: Infine, sappiamo che le piccole e medie imprese sono potenzialmente più redditizie di quelle grandi, ma allo stesso tempo sono volatili e generalmente più rischiose. Come gestite questo tipo di rischio nei vostri fondi? Penso ad esempio alle cosiddette “lottery stocks”.

Berros: La nostra filosofia è di investire in aziende forti che chiamiamo “vincitori nel lungo periodo”. Che tipo di aziende sono? Si tratta di società posizionate in mercati strutturalmente in crescita, come ho detto IT, innovation, healthcare. Aziende forti da un punto di vista operativo, in termini di ricavi, crescita dei ricavi, margini, come l’EBIT margin. Hanno anche un forte ritorno sul capitale investito, sono poco indebitate. E non solo negli ultimi 2 o 3 anni. Quando investiamo in queste aziende stiamo attenti al drawdown e alla volatilità dei loro risultati. Sappiamo che questo tipo di società non è così volatile.  

Inoltre, investiamo anche in progetti che sono un po’ più rischiosi, infatti non superiamo più del 2% del portafoglio, ma il rendimento che ci aspettiamo è molto più elevato. Sappiamo che ci sono queste “lottery stocks”, ma queste non rientrano nella nostra strategia. Noi puntiamo a società leader nel loro mercato e con un futuro brillante.

Baselli: Grazie ancora José. Per Morningstar, Valerio Baselli, grazie per l’attenzione.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.