DBRS Morningstar conferma il rating sull’Italia

I prossimi mesi saranno decisivi per la ripresa e per avviare le riforme. Secondo l’agenzia di rating, il governo Draghi dà stabilità per far ripartire il Paese. Il rapporto debito/Pil potrebbe arrivare al 160% quest’anno. Ridurre la vulnerabilità fiscale rimane una priorità.

Sara Silano 03/05/2021 | 15:33
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Italia

L’agenzia di rating DBRS Morningstar ha confermato il giudizio sull’Italia a BBB (high), con il trend che rimane negativo. “La pandemia di coronavirus continua a pesare sulle finanze pubbliche e le prospettive di crescita”, si legge in una nota del 30 aprile. “In questa fase, ci sono ancora poche prove di ferite economiche significative che minerebbero la già fragile crescita dell'Italia e a sua volta la sostenibilità del debito nei prossimi anni. Tuttavia, di fronte alla notevole incertezza sulla ripresa, confermiamo la tendenza negativa”.

Lo sguardo ora è rivolto ai prossimi mesi, che saranno importanti per porre le basi della ripartenza e per l’avvio delle riforme delineate nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che ha incassato a fine aprile il via libera del Parlamento e l’ok finale del Consiglio dei ministri per l’invio a Bruxelles. Il requisito fondamentale, come è già stato detto da più parti, è una accelerazione della campagna vaccinale e la capacità di fare fronte a nuove varianti.

Bene il governo Draghi
Sul governo guidato da Mario Draghi, il parere dell’agenzia di rating è positivo in vista delle riforme strutturali necessarie per la ripartenza; anche perché pone fine a un periodo di grande incertezza e lentezza nell’implementazione politica. “Il nuovo esecutivo fornisce la stabilità che serve per gestire la crisi sanitaria, accelerare le vaccinazioni, mettere l'Italia su un percorso di ripresa e avviare importanti riforme”, si legge nella nota. “Il mandato del governo di Draghi potrebbe essere limitato, ma avere la finestra temporale per avviare quelle misure che potrebbero rafforzare la ripresa, comprese importanti riforme per aumentare il Pil (Prodotto interno lordo) potenziale del paese. Tuttavia, le riforme dovranno continuare ben oltre questo governo”.

Rapporto debito/Pil ancora record
Il debito pubblico rimane l’osservato speciale. Nel 2020, a causa delle misure eccezionali per contrastare gli effetti del Covid-19, è salito al livello record del 155,8% del Pil, dopo che dal 2016 si era stabilizzato intorno al 135%. Il pacchetto di stimoli previsto quest’anno potrebbe farlo arrivare al 160%, ma, grazie anche al Pnrr, dovrebbe diventare più sostenibile nel tempo. “Tuttavia, la stabilizzazione del rapporto debito/Pil e la futura riduzione nei prossimi anni dipendono principalmente dall'ipotesi che il costo degli interessi sui titoli di Stato continui a diminuire e la crescita economica sia più robusta del passato. Ridurre la vulnerabilità fiscale rimane fondamentale quando verrà imposto nuovamente il quadro fiscale dell'Ue, probabilmente a partire dal 2023, e la Bce deciderà che i tempi sono maturi per rivedere la politica monetaria ultra-espansiva”, conclude Carlo Capuano, vice president Global sovereign rating di DBRS Morningstar.

Per consultare l’aggiornamento della metodologia di rating di DBRS Morningstar alla luce delle misure del contenimento del Covid-19, clicca qui.

Per la metodologia di rating sul debito sovrano, clicca qui.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia