Stiamo riscontrando problemi intermittenti nella registrazione al sito da parte degli utenti Premium. Stiamo lavorando per risolverli al più presto. Ci scusiamo per il disguido. Grazie per la pazienza.

ETF, i migliori e i peggiori di febbraio

Settore energetico e banche europee sono state le migliori scelte del mese. Male, invece, metalli preziosi, volatilità e energie alternative.

Valerio Baselli 01/03/2021 | 12:02
Facebook Twitter LinkedIn

ETF febbraio

Secondo i dati Morningstar, a febbraio tra il miglior Exchange traded product (in termini di rendimento) e il peggiore ci sono oltre 40 punti percentuali (prendendo in considerazione quelli registrati alla vendita in Italia ed escludendo i replicanti strutturati, cioè a leva o inversi).

Questi strumenti, essendo prodotti puramente passivi, riflettono nei loro movimenti l’evoluzione dei mercati, senza che la performance venga distorta dalle scelte (buone o cattive) di un gestore attivo.

I Top
La Top 10 di gennaio dei fondi passivi quotati in Borsa, cioè gli Exchange traded products (ETP), vede in testa l’Invesco Elwood Global Blockchain UCITS ETF. Lanciato nel marzo del 2019, è stato creato in collaborazione con Elwood Asset Management, una società d’investimento specializzata in asset digitali e blockchain technology. Il fondo mira a generare le performance dell’Elwood Blockchain Global Equity Index investendo fisicamente nelle componenti dell’indice. L’indice offre esposizione a società globali che operano nei mercati sviluppati ed emergenti e partecipano, o hanno le potenzialità per partecipare, all’ecosistema blockchain. È concepito per evolversi con la crescita potenziale della tecnologia blockchain.

Troviamo poi ben sette fondi esposti al settore energetico. La diminuzione della produzione decisa negli ultimi mesi e il freddo polare che ha investito Europa e Nord America – senza dimenticare le tensioni in Medio Oriente tra Iran, Yemen e Arabia Saudita – hanno fatto balzare il prezzo del petrolio ben al di sopra della soglia del 60 dollari al barile. A supportare poi la domanda di petrolio vi è stata anche la crescita cinese e del commercio internazionale, oltre alle speranze legate alle campagne di vaccinazione che riducono le probabilità di nuovi lockdown “duri”.

Tra gli ETP che hanno guadagnato di più il mese scorso ci sono infine due fondi esposti al settore bancario europeo, l’Invesco EURO STOXX Optimised Banks UCITS ETF e il Lyxor EURO STOXX Banks UCITS ETF P Acc (EUR).In realtà, gli istituti di credito sovraperformano dallo scorso novembre, quando la notizia sull’imminente disponibilità dei vaccini ha spinto tutto i settori ciclici. L’uscita dalla crisi del Covid e la graduale ripresa economica dovrebbe infatti tradursi in una diminuzione delle sofferenze bancarie e, in prospettiva, un eventuale ritocco al rialzo dei tassi d’interesse porterebbe a un miglioramento dei margini operativi. Nel mese di febbraio, poi, il comparto è stato trainato in particolare dalle banche italiane, che sulla scia dell’effetto Draghi hanno approfittato della rivalutazione dei Btp in portafoglio grazie allo spread in calo.

Top Flop ETF Febbraio

E i Flop
Tra i replicanti che hanno sofferto di più, invece, troviamo al primo posto uno dei top-performer del 2020, l’iShares Global Clean Energy UCITS ETF, il quale ha pagato il forte rimbalzo del petrolio nel mese di febbraio.

In seconda posizione si piazza il fondo Lyxor S&P 500 VIX Futures Enhanced Roll UCITS ETF - C-EUR, replicante dello S&P 500 Vix Futures Enhanced Roll Total Return Index, un indice che è rappresentativo di una strategia basata sulla volatilità attesa del mercato azionario statunitense (a breve e medio termine). In particolare, fornisce esposizione, al rialzo o al ribasso, ai movimenti dei contratti future quotati sul mercato CBOE (Chicago Board Options Exchange) e relativi alla volatilità attesa dell’indice S&P 500. Il VIX, esploso nel marzo 2020, è sceso il mese scorso ai mimini da un anno a questa parte in attesa della campagna vaccinale di massa.

Continua infine la discesa del prezzo dell’oro che chiude il mese a circa 1.730 dollari l’oncia (ne valeva 1.956 il 6 gennaio scorso). Il metallo prezioso ha scontato a febbraio il rialzo del dollaro, scatenato a sua volta dall’aumento dei tassi sui Treasuries.

L’analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

LEGGI ALTRI ARTICOLI SU
Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.