Gli emergenti iniziano a diventare cari

Le valutazioni sono cresciute, soprattutto nell’area asiatica, trainate dai titoli tecnologici. Il futuro, dicono gli operatori, dipenderà da come le zone in via di sviluppo saranno in grado di gestire le misure economiche prese per contrastare la pandemia.

Marco Caprotti 25/11/2020 | 12:38
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Dopo una fase di affanno i mercati emergenti sembrano aver recuperato il passo del resto del mondo. L’indice Morningstar Emerging markets nell’ultimo mese (fino al 24 novembre e calcolato in euro) ha guadagnato il 7,7% portando a +5,4% la performance da inizio anno. Un andamento che, guardando da gennaio, lo mette in linea con il paniere Global market (+6,7% in quattro settimane).

Andamento indici EM e Global markets a confronto
emergenti a confronto

Come sempre, quando si ha a che fare con asset eterogenei e rischiosi come i mercati emergenti o quelli di frontiera il grafico non racconta tutta la storia.

“A livello regionale, l’Asia emergente ha sovraperformato gli indici globali dei paesi sviluppati e dei mercati emergenti, sospinta da Cina, Corea del Sud e Taiwan”, spiega Manraj Sekhon, Chief Investment Officer, Emerging Markets Equity di Franklin Templeton Investments. “Al contrario, mercati quali Brasile e Russia sono rimasti indietro”.

Nella tabella in basso sono elencati i primi cinque fondi della categoria Morningstar Mercati emergenti che hanno la maggior presenza netta di azionaro cinese.

I fondi che hanno più azionario Cina
em azionari cina

Nella tabella sottostante, invece, sono raggruppati i cinque fondi della stessa categoria che hanno la maggior presenza netta di equity della Corea del sud

I fondi che hanno più azionario Corea del Sud
azionari em corea del sud

Nella terza tabella ci sono i cinque strumenti che vedono la maggior presenza netta di azionario di Taiwan.

I fondi che hanno più azionario Taiwan
azionari em taiwan

Pochi sconti
Attualmente, secondo il Morningstar Global Market Barometer l’azionario Cina è sottovalutato solo del 3% rispetto al rapporto Price/Fair value. Quello di Taiwan ha una sopravvalutazione del 3%, mentre quello sudcoreano è a sconto del 2% (relativamente alle stock coperte dall’analisi Morningstar. Dati in valuta locale aggiornati al 23 novembre 2020). 

“In generale le valutazioni delle azioni dei mercati emergenti sono salite”, conferma Sekhon. “Questo è dovuto soprattutto alla leadership esercitata da società attive su Internet, tecnologia, consumi e altre attività della nuova economia che stanno fiorendo durante l’emergenza Covid-19”. 

Per quanto riguarda il futuro, secondo gli operatori molti dipenderà da come i singoli stati che formano l’universo emerging saranno in grado di portare avanti le strategie che hanno messo in campo per far fronte agli effetti economici della pandemia di Coronavirus. “Un numero sorprendentemente alto di paesi è stato in grado di implementare misure di allentamento quantitativo e di adottare provvedimenti a sostegno di aziende e consumatori”, spiega Polina Kurdyavko, Head of Emerging Market di BlueBay AM. “Di conseguenza, gli indici PMI continuano a mostrare una ripresa solida, mentre l’aumento del debito è stato inferiore a quello di molte aree sviluppate. Quasi un quarto dei mercati emergenti potrebbe chiudere l’anno con una crescita del Pil positiva su base annuale”.

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.