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Cosa muove i listini emergenti?

Il forte sovrappeso del settore finanza ha condizionato la performance da inizio anno degli indici azionari dei paesi in via di sviluppo. La minor esposizione al comparto salute ha inciso negativamente sul risultato del primo trimestre, mentre la presenza dei consumer cyclical ha sostenuto il rendimento nei successivi cinque mesi.

Francesco Lavecchia 22/09/2020 | 07:47
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Finanziari e healthcare fanno perdere agli emergenti il confronto con i mercati globali. Da inizio anno i listini dei paesi in via di sviluppo hanno sottoperformato la media delle Borse a livello mondiale registrando una perdita (in euro) del 5,83% contro il -2,31% del benchmarck (vedi Figura 1)

Figura 1: Mercati Emergenti vs Mercati Globali
Rendimentiindici EMvs Gbl
Fonte dati: Morningstar Direct, dati dall'1/01/2020 al 31/08/2020 in euro.

 

Le ragioni del ritardo 
Guardando al diverso peso dei settori nella capitalizzazione di mercato complessiva dell’indice Morningstar Emerging Markets, notiamo che il forte sovrappeso del settore finanza, oltre 500 punti base rispetto al 16% ricoperto nel benchmark, è stata la causa principale del ritardo accusato dai listini emergenti da inizio anno (e fino a fine agosto), considerata la pessima performance dei finanziari che, a livello globale e nel periodo considerato, hanno perso circa il 13% (in euro). Il settore healthcare è stato il secondo maggior responsabile della sottoperformance degli emergenti. L’indice Morningstar Emerging Markets è significativamente meno esposto al comparto salute rispetto all’indice globale (più di 800 punti base) e questo ha avuto un peso importante in termini di performance dato il rendimento dei titoli healthcare nei mercati in via di sviluppo (+24% in euro nel periodo considerato).

Il terzo fattore che ha pesato sul risultato degli emerging markets è stato il leggero sovrappeso degli energetici (+100 pb rispetto al benchmark) che sui listini dei paesi in via di sviluppo hanno perso quasi il 30% da inizio anno (al 31 agosto 2020). Il negativo contributo dei settori Finanza, Salute ed Energia è stato solo parzialmente compensato dal sovrappeso dei comparti consumer cyclical e delle telecomunicazioni e dal sottopeso di quello manifatturiero. I primi due hanno realizzato sui mercati emerging un rendimento rispettivamente pari al 18% e al 10%, sovraperformando i relativi indici a livello globale, mentre i titoli manufatturieri emergenti hanno ceduto nello stesso periodo quasi il 19%.

Primo trimestre penalizzante per gli emerging
Il gap nei confronti dei listini mondiali è da imputare al primo trimestre del 2020, nel quale è stato accumulato un ritardo di circa 267 punti base, mentre nei successi cinque mesi il passivo non è andato oltre i 30 pb (vedi Figura 2). Nel primo periodo, infatti, la performance dei finanziari emergenti è stata pessima (-31%). Mentre nel secondo gli emergenti sono riusciti a mantenere in equilibrio il punteggio per effetto del sovrappeso del comparto consumer cyclical che tra aprile e agosto ha guadagnato oltre il 40%.

 

Figura 2: Mercati Emergenti vs Mercati Globali
Rendimemergvsglobal

 

Fonte dati: Morningstar Direct, dati dall'1/01/2020 al 31/08/2020 in euro.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia