Obiettivo “zero-emissioni”, quanto valgono le promesse delle società energetiche?

Le aziende del settore sono molto attive nel promuovere le loro strategie di decarbonizzazione. Ma, dicono gli analisti di Sustainalytics, tali misure sono poco chiare e in contraddizione con i piani di investimento che, nei prossimi cinque anni, premieranno ancora la produzione di greggio.  

Francesco Lavecchia 30/07/2020 | 09:14

Quanto è credibile l’impegno delle compagnie petrolifere nel centrare l’obiettivo “zero-emissioni” entro il 2050? La legge europea sul clima, proposta dalla Commissione europea nel marzo scorso, ha come obiettivo giuridicamente vincolante l’azzeramento delle emissioni nette di gas serra entro il 2050. Questo significa un cambiamento radicale dell'economia che prevede l’eliminazione dei combustibili fossili e di altre fonti di emissioni e, dove questo non sia possibile, la compensazione di ogni tonnellata di CO2 dispersa.

Il settore energetico è tra i maggiori responsabili della produzione di gas serra nell’atmosfera e molte società del Vecchio continente come BP, Shell, Total, ed Eni hanno annunciato politiche ambiziose per raggiungere il target entro i tempi stabiliti. Tuttavia, dicono gli analisti di Sustainalytics, questo impegno viene interpretato in modi molto diversi dalle aziende, cosa che complica la comprensione delle strategie adottate, ed è in forte contraddizione con gli investimenti pianificati in nuovi progetti di esplorazione e produzione di combustibili fossili.

Come valutare gli impegni delle compagnie energetiche?
“A nostro avviso le strategie di decarbonizzazione annunciate dalle aziende, per essere davvero credibili, dovrebbero:

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Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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