Gli anticonformisti della cedola

In una fase in cui molte società hanno tagliato il dividendo, ci sono aziende come Johnson & Johnson, Procter & Gamble, PepsiCo e Cardinale Health che hanno scelto di andare controcorrente. Occhio, però, alle valutazioni di mercato.

Francesco Lavecchia 03/06/2020 | 11:01
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Nonostante tutto è ancora possibile credere ai dividendi. In un periodo in cui le società di capitali preferiscono non intaccare la liquidità, per timore di dover ricorrere alle riserve di cassa per affrontare il rallentamento dell’economia globale, ci sono aziende che hanno addirittura aumentato la cedola. In alcuni casi si tratta di incrementi marginali, ma che danno comunque il segnale di una forte solidità del business.

Johnson & Johnson e Procter & Gamble hanno fatto registrare ad aprile un +6%, PepsiCo ha annunciato un +7,1% a maggio. Mentre nel caso di Cardinale Health l’incremento è stato minimo.

“Dato che le società generalmente cercano di evitare il taglio del dividendo per paura di lanciare un segnale di debolezza al mercato o di deludere gli azionisti, credo che queste società non avrebbero preso questa decisione se non fossero state sicure di poter essere in grado di sostenere l’attuale livello dei dividendi nonostante lo sfavorevole contesto economico”, dice David Harrell, Editor di Morningstar. “Alcuni di questi titoli, come Johnson & Johnson e Procter & Gamble viaggiano ormai su valutazioni troppo elevate e al momento non è conveniente prendere posizione, mentre Cardinal Health e Pepsi hanno ancora dei margini di apprezzamento”.

Gli aumenti più generosi
J&J è molto ben posizionata in molti segmenti del settore healthcare e gli analisti di Morningstar le riconoscono un Economic moat nella misura di ampio. “L'acquisizione di Actelion ha aumentato il livello di indebitamento ma, grazie a flussi di cassa annui di circa 20 miliardi di dollari, la stabilità finanziaria è al sicuro e il dividendo è ben coperto. Il titolo garantisce uno yield del 2,7% ma al momento è scambiato a un rapporto Prezzo/Fair value di 1,11”, dice Damien Conover, analista di Morningstar (report aggiornato al 21 maggio 2020).

Grazie a un portafoglio marchi di grande valore a un vantaggio di costo rispetto ai competitor Procter & Gamble è riuscita a costruirsi una posizione di vantaggio all’interno del settore. “Il piano di ristrutturazione aziendale basato su un drastico taglio dei marchi promette di far tornare a crescere gli utili, mentre la stabilità dei flussi di cassa e la solidità del bilancio garantiscono la sostenibilità della cedola. Il titolo ha un dividend yield del 2,7% ma viaggia al momento su prezzi di circa il 6% più alti rispetto al fair value di 109 dollari”, dice Erin Lash analista azionaria di Morningstar (report aggiornato al 20 aprile 20202).

La cedola a sconto
Il Moat di Pepsi è frutto della combinazione di due fattori: un vantaggio di costo e gli asset intangibili. Il gruppo americano opera in due segmenti, come quello degli snack e delle bevande, che sono fortemente concentrati (con le prime tre aziende che controllano tra il 40% e il 70% del mercato globale) e che permettono di massimizzare le economie di scale, mentre il suo portafoglio marchi gli garantisce la possibilità di applicare mark-up elevati sui prezzi di vendita.

“La tenuta finanziaria del gruppo è eccellente. Pepsi ha un bilancio in salute, grazie a livelli di debito gestibili, flussi di cassa superiori ai 7 miliardi di dollari e a generosi rapporti di copertura degli interessi, e questo ci fa essere fiduciosi che nonostante il peggioramento di alcune metriche, a causa degli effetti del Coronavirus sul suo business, la società sarà in grado di rispettare i propri impegni e di mantenere una politica di dividendo disciplinata. Al momento il titolo offre un dividend yield del 2,9% ed è scambiato a un tasso di sconto del 6% rispetto al fair value di 140 dollari”, dice Nicholas Johnson, analista azionario di Morningstar (report aggiornato al 29 aprile 2020).

Cardinal Health è uno dei principali distributori di farmaci. Insieme a Expresse Scripts e AmerisourceBergenè controlla il 90% del mercato e questo le permette di realizzare economie di scala molto elevate che le garantiscono margini di profitto superiori alla media. “L’azienda ha una solida posizione finanziaria: a fine 2019 aveva in cassa una liquidità di 2,5 miliardi di dollari, riesce a generare ogni anno flussi di cassa superiori ai 2 miliardi di dollari e ha un rapporto Debito/Ebitda inferiore a 2,5. Questo ha permesso all’azienda di stanziare mediamente negli ultimi 11 anni oltre 400 milioni di dollari in dividendi, quota che nel 2019 è salita a 577 milioni. Al momento il titolo offre un dividend yield del 3,5% ed è scontato di circa il 10% rispetto al fair value di 90 dollari”, dice Soo Romanoff, analista di Morningstar (report aggiornato all’11 maggio 2020).

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia