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I chimici da inserire in portafoglio

Johnson Matthey e Akzo Nobel, dicono gli analisti di Morningstar, pagano nel breve termine la loro dipendenza dal ciclo economico. Ma, aggiungono, le prospettive di crescita di lungo periodo sono interessanti e le loro valutazioni di mercato molto convenienti.

Francesco Lavecchia 05/05/2020 | 15:57
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La britannica Johnson Matthey vanta una leadership indiscussa nei catalizzatori utilizzati per ridurre le emissioni di gas delle auto. Le vendite dell’azienda sono piuttosto concentrate nei mercati sviluppati, in particolare Europa e Nord America, mentre la Cina rappresenta solo il 10% del fatturato.

Il titolo ha risentito fortemente delle ripercussioni del Coronavirus sul settore automotive, dalle cui richieste Johnson Matthey ricava il 70% del suo fatturato e oltre il 60% del suo utile operativo. Con il catastrofico calo delle vendite di autovetture causato del lockdown prolungato in molti paesi del mondo, l’azienda è stata costretta a rivedere le guidance per l’esercizio in corso e il titolo ha ceduto da inizio anno oltre il 30% della sua capitalizzazione di mercato.

Prezzo inferiore rispetto allo scenario ribassista
“Nonostante la forte dipendenza dal settore auto e una volatilità delle vendite che ci aspettiamo persista ancora nei prossimi 12-18 mesi, riteniamo che le attuali quotazioni di mercato di Johnson Matthey siano molto basse rispetto al reale valore dell’azienda. Il premio al rischio è molto elevato, considerata la solidità del business del gruppo britannico e al momento le sue azioni sono scambiate a un prezzo addirittura inferiore rispetto al nostro scenario ribassista. Abbiamo recentemente ridotto il fair value da 32 sterline a 29,50 sterline, ma il titolo continua a essere scontato del 35%”, dice Rob Hales, analista azionario di Morningstar (report aggiornato al 31 marzo 2020).

Diversamente da Johnson Matthey, Akzo Nobel è riuscita a limitare meglio i danni prodotti dal sell-off  sui listini registrato nel mese di marzo. Nonostante la sua forte dipendenza dal ciclo economico, il titolo ha ceduto circa il 20% negli ultimi tre mesi e ora è scambiato a un tasso di sconto del 20% rispetto al fair value di 84 euro (report aggiornato al 22 aprile 2020). Akzo produce vernici e rivestimenti e la sua principale esposizione è al mercato dell'edilizia, e in particolare alle attività di manutenzione e ristrutturazione. Cosa che la avvantaggia rispetto alle aziende orientate principalmente alle nuove costruzioni nelle fasi di forte rallentamento economico.

Akzo, il bilancio garantisce solidità
“Nonostante Akzo non abbia un Economic moat, apprezziamo la solidità del suo bilancio e la capacità di promuovere delle politiche di razionalizzazione dei costi che dovrebbero garantirle una solida crescita degli utili anche nel caso in cui la domanda nei mercati finali rimanesse debole per un lungo periodo. Inoltre, considerato il livello di indebitamento dell’azienda, riteniamo che il rischio di un taglio del dividendo da parte del management sia decisamente basso”, aggiunge Hales.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia