Dietro i matrimoni tra gestori, l’avanzata del low cost investing

L’operazione Franklin Templeton-Legg Mason ha sorpreso un po’ tutti. Ma se guardiamo a quello che sta succedendo nell’industria degli investimenti diventa molto più comprensibile. Nonostante il rally del mercato, il settore ha davanti a sé anni difficili.

Sara Silano 27/02/2020 | 10:11

Per capire l’operazione Franklin Templeton-Legg Mason bisogna allargare lo sguardo all’industria del risparmio gestito nell’ultimo decennio. E’ vero, le Borse sono salite e il patrimonio ha toccato livelli record, ma la fase successiva alla crisi finanziaria del 2007-08 è stata difficile e i prossimi dieci anni potrebbero esserlo ancora di più.

Nozze nel risparmio gestito
Partiamo dalla cronaca. Franklin Resources, società globale di gestione degli investimenti che opera sotto il più conosciuto nome di Franklin Templeton, ha annunciato lo scorso 18 febbraio di aver siglato un accordo definitivo per acquisire Legg Mason, dando vita a un gruppo con 1,5 mila miliardi di dollari di masse gestite a livello globale. L’operazione dovrebbe chiudersi nel terzo trimestre 2020, una volta ricevute le approvazioni normative richieste e il via libera dagli azionisti di Legg Mason.

Il matrimonio non è l’unico annunciato nelle ultime settimane. Il 17 febbraio, infatti, Jupiter asset management ha detto di voler acquisire Merian (in precedenza si chiamava Old mutual global investors). In questo caso, i numeri sono più piccoli, perché dall’unione nascerebbe un gruppo da circa 78 miliardi di euro, ma ugualmente significativi. Le nozze darebbero origine al secondo più grande asset manager di fondi retail del Regno Unito. L’operazione, una volta ottenute tutte le autorizzazioni, dovrebbe completarsi nella seconda metà del 2020.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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