Il value investing dovrà aspettare ancora

Secondo Angelo Meda (Banor SIM), il quadro di fondo resterà ancora favorevole alle strategie growth, orientate alla crescita, anche se all’interno dell’universo value ci sono titoli interessanti. Il problema principale degli ultimi due anni, aggiunge, è stato la scomparsa del “porto sicuro”.

Valerio Baselli 05/02/2020 | 09:39

 

 

Globalmente, il 2019 ha riconfermato una tendenza che vediamo da parecchi anni ormai, con le strategie growth, orientate alla crescita, che sovraperformano quelle value, orientate al valore. Alcuni si spingono addirittura ad affermare che il value investing è morto. Angelo Meda, responsabile azionario di Banor Sim e membro di CFA Society Italy, è convinto che la situazione macroeconomica continuerà a favorire le strategie growth ancora per un po’.

Sul fronte dell’attualità, gli Stati Uniti e la Cina hanno finalmente siglato un accordo commerciale che prevede tra le altre cose il congelamento dei dazi. Tuttavia, le fonti di incertezza per gli investitori non mancano: pensiamo alla Brexit, ad altre frizioni commerciali che gli Usa hanno ad esempio con l’Europa o alle tensioni in Medio oriente. Questo tipo di tensioni, spiega Meda, sono constantemente presenti sui mercati. Il problema è che costruire un portafoglio in questo momento storico è molto difficile in quanto tutte le asset class tendono a muoversi nella stessa direzione.

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Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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