ESG, Morningstar commenta la lettera di Fink (BlackRock)

Jon Hale, capo della ricerca Morningstar sulla sostenibilità, analizza i possibili effetti sull’industria degli investimenti e le imprese del messaggio annuale del CEO del più grande asset manager al mondo.

Jon Hale 16/01/2020 | 11:11

Le lettere annuali di Larry Fink, CEO di BlackRock, agli amministratori delegati delle aziende sono state negli ultimi anni il segnale di un cambiamento sugli obiettivi delle società e degli investitori. Fink ha avviato questo filone nel 2018, quando ha intitolato la sua lettera "A Sense of Purpose", sostenendo che le imprese di successo sono quelle che portano un beneficio a tutte le parti interessate (in gergo gli stakeholder e non solo gli azionisti, Ndr) e danno un contributo positivo alla società civile. L'anno scorso, ha ribadito questa idea, sottolineando che le aziende devono affrontare aspettative crescenti dagli stakeholder su questi temi.

Questo punto di vista - detto stakeholder capitalism – si oppone al paradigma del primato degli azionisti, ossia all’idea che lo scopo principale di una società sia esclusivamente di massimizzare i profitti. Questo approccio è in declino per via della consapevolezza che il capitalismo globale non funziona bene per la maggior parte delle persone e, nel lungo periodo, neppure per gli azionisti.

Sostenibilità, nuovo standard
Le strategie di investimento sostenibili sono diverse tra loro, ma la maggior parte mira ad identificare le aziende che generano valore per gli stakeholder, evitare quelle che non lo fanno e impegnarsi con le imprese per portare a un cambiamento positivo (engagement). Nel lungo periodo, le società saranno più propense ad adottare un tale approccio se sanno di avere il sostegno degli investitori. Con l’ultima lettera ai CEO e quella ai suoi clienti, Fink ha ampliato questo supporto: il più grande gestore patrimoniale al mondo è appena diventato il “più grande investitore sostenibile a livello globale”. Nella sua lettera ai clienti, infatti, annuncia che la sostenibilità è il “nuovo standard” per BlackRock negli investimenti.

I possibili effetti sull’industria degli investimenti
Cosa significa tutto questo? In primo luogo, vuol dire che è lecito aspettarsi che le aziende accertino i rischi climatici e gli altri rischi legati ai fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) e riferiscano agli azionisti, utilizzando le linee guida stabilite dalla Task Force on Climate-related Financial Disclosure e dal Sustainable Accounting Standards Board.

In secondo luogo, significa integrare la sostenibilità in tutte le strategie di investimento, con un occhio alla riduzione del rischio ESG. A tal fine, BlackRock prevede di azzerare l'esposizione ai produttori di carbone termico quest'anno. Inoltre, intende comunicare ai clienti i rischi ESG, utilizzando l'impronta di carbonio e altri indicatori.

In terzo luogo, BlackRock intende ampliare la propria offerta di strategie focalizzate sulla sostenibilità. In particolare, prevede di raddoppiare la sua offerta di Etf ESG, di creare portafogli senza combustibili fossili e lanciare strategie con focus sulla transizione energetica globale e l'impact investing.

L’impegno con le imprese
Infine, BlackRock intende migliorare le sue attività di stewardship per spingere le aziende a cambiamenti positivi nella direzione della sostenibilità e dello stakeholder capitalism. La scorsa settimana, è entrata a far parte del Climate Action 100+, un gruppo di investitori che fa azionariato attivo con le industrie più inquinanti al mondo. Ha anche dichiarato l’intento di votare più spesso nelle assemblee degli azionisti contro gli amministratori che sono restii a dare comunicazione sui rischi climatici e, più in generale, ESG. (La ricerca Morningstar mostra che finora BlackRock ha spesso votato a favore dei manager e contro le risoluzioni avanzate dagli azionisti su queste tematiche). Il gestore ha anche detto di voler essere più trasparente sulle sue dichiarazioni di voto e le attività di engagement.

Per concludere, BlackRock è stata criticata per non avere fino a questo momento assunto una posizione forte tra i principali investitori globali nella lotta al cambiamento climatico. Ora ha segnalato il suo chiaro intento di farlo e, più in generale, di voler essere il più importante investitore sostenibile al mondo. Naturalmente, solo il tempo ci dirà se questo avverrà concretamente, ma a oggi, pochi asset manager si sono esposti in maniera così marcata nel dichiarare il loro intento di abbracciare la sostenibilità.

 

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Info autore

Jon Hale  è Head of sustainable investing research in Morningstar.

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