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Fondi passivi, i migliori e i peggiori di ottobre

L’immobiliare britannico (grazie alla valuta), il settore auto e il palladio tra i migliori del mese. Male invece il suino magro, l’equity turco e il comparto energetico.

Valerio Baselli 08/11/2019 | 14:31

Secondo i dati Morningstar, in ottobre, tra il miglior fondo passivo (in termini di rendimento) e il peggiore ci sono quasi 19 punti percentuali (prendendo in considerazione quelli registrati alla vendita in Italia ed escludendo i replicanti strutturati, cioè a leva o short).

Questi strumenti, essendo prodotti puramente passivi, riflettono nei loro movimenti l’evoluzione dei mercati, senza che la performance venga distorta dalle scelte (buone o cattive) di un gestore attivo.

Il mondo degli ETP
Nel mondo dei fondi passivi quotati in Borsa, cioè gli Exchange traded product (ETP), in cima alla top 5 di ottobre troviamo l’iShares UK Property UCITS ETF GBP, fondo quotato anche a Milano che replica l’indice FTSE EPRA Nareit UK, che a sua volta offre esposizione alle società immobiliari e ai REIT (Real estate investment trust) quotati sulla Borsa di Londra.

Il replicante ha particolarmente beneficiato del balzo della sterlina, in seguito all’accordo sulla Brexit, votato poi anche dal Parlamento britannico. Il voto ha a sua volta portato all’ennesimo rinvio (31 gennaio 2020) dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Giusto per rendere l’idea di quanto il tasso di cambio abbia inciso, lo stesso Etf quotato a Londra (in sterline) ha guadagnato nell’ultimo mese (dall’11 ottobre al 10 novembre) il 4,6%, mentre la sua versione in euro è balzata del 21,5%.

Non si ferma poi la corsa del palladio, passato dai 1.199 dollari l’oncia di inizio anno ai 1.794 dollari di fine ottobre. Da sottolineare come oltre il 60% della domanda mondiale di palladio arrivi dal settore dell’automobile (anch’esso presente nella Top 5 con due strumenti dedicati), essendo uno dei componenti essenziali per le marmitte catalitiche dei motori a benzina, di gran lunga preferiti a quelli diesel in questo momento storico. Gli standard ecologici sempre più stringenti ai quali l’industria dell’auto è ormai costretta ad adeguarsi in gran parte del globo spingono la produzione verso motori (a benzina o ibridi) a emissioni sempre inferiori, che richiedono una maggiore quantità di palladio.

In cima alla classifica relativa agli Etp che hanno perso di più nel mese, invece, troviamo un fondo che replica il Bloomberg Lean Hogs Subindex, esposto ai contratti future sul prezzo del suino magro. Un mercato, questo, molto volatile e particolarmente influenzato dalla Cina (primo produttore e primo consumatore di carne suina al mondo), in questo momento in sofferenza a causa della “peste suina”.

Male anche il mercato azionario turco, che paga le carenze strutturali nell’economia del paese così come le discutibili scelte politiche di Ankara, l’ultima in ordine di tempo l’offensiva lanciata in Siria.

Il mondo dei fondi indicizzati
Per quanto riguarda i fondi passivi non quotati (senza quindi la componente di trading intra-day), la Top 5 vede in cima alla lista un fondo Pictet dedicato all’equity russo. Bene anche i corporate bond coperti dal rischio di cambio in sterline e il mercato giapponese.

Mese negativo, invece, per un fondo per sua natura volatile: si tratta del LGT Crown Managed Futures UCITS Sub-Fund - Class C (EUR),un prodotto alternativo che replica l’andamento dell’indice Crown Managed Futures, il quale viene pubblicato da Credit Suisse International in collaborazione con LGT Capital Partners Ltd, e che ha come obiettivo quello di rappresentare un profilo di rischio e rendimento analogo all’investimento in un’ampia gamma di fondi hedge.

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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