L’e-commerce scuote il settore immobiliare

Nei prossimi anni assisteremo a una maggior polarizzazione nel real estate a livello globale. Gli asset di qualità diventeranno più redditizi, mentre quelli di medio/basso valore verranno deprezzati. In questo contesto le società con i migliori portafogli di attività saranno in grado di sopportare l’onda d’urto del cambiamento.

Francesco Lavecchia 29/10/2019 | 13:18

L’e-commerce fa tremare il settore immobiliare. L’espansione del commercio online sta rivoluzionando il comparto retail, molte piccole attività sono costretta a chiudere e anche le grandi catene di negozi e centri commerciali devono ripensare i loro piani di espansione e la loro presenza sul territorio. Questo è un problema per le società immobiliari che vedono scendere la domanda di spazi da adibire alle attività commerciali ma, dicono gli analisti di Morningstar, il contraccolpo economico non sarà uguale per tutti. Il fenomeno e-commerce produrrà una selezione naturale all’interno del settore immobiliare premiando le società con asset di qualità e penalizzando le altre.

La crescita dell’e-commerce non è infinita
“Le ragioni del nostro atteggiamento prudente si basano essenzialmente sull’andamento delle vendite online atteso in futuro. Negli ultimi dieci anni il business dell’e-commerce è aumentato sempre in doppia cifra, ma ipotizziamo che nel prossimo decennio il tasso di crescita converga progressivamente verso quello del commercio tradizionale. Dunque la quota di retail tradizionale continuerà ad essere sufficientemente larga da garantire una crescita positiva delle vendite trainata dal ciclo economico. Questo significa che la domanda di spazi commerciali si stabilizzerà su livelli più bassi e si orienterà su una categoria di immobili di fascia alta”, dice Kevin Brown, analista azionario di Morningstar.

I numeri del settore a livello globale dicono che dal 2014 al 2018 le vendite dal canale online sono salite da 1.300 miliardi a 2.800 miliardi di dollari e nel 2021 promette di sfiorare quota 5.000 miliardi (vedi Figura 1). I principali mercati sono Cina e Stati Uniti, che insieme contano per quasi il 50% delle vendite complessive (dati al 2018), mentre in Italia si sono sfiorati nel 2018 i 28 miliardi di euro, poco più dell’1% del mercato nel suo insieme.

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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