I fondi settoriali volano. Opportunità o pericolo?

Gli strumenti concentrati su determinate industrie stanno vedendo correre i rendimenti. Possono essere utili, ma vanno trattati con cautela. E attenzione a quando le mode passano. 

Marco Caprotti 26/09/2019 | 09:22
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Da inizio anno, i fondi settoriali hanno mostrato un invidiabile stato di forma. In termini di rendimento, la metà delle prime 20 categorie Morningstar è composta da universi che raccolgono strumenti che investono in specifiche industrie (vedi tabella sotto).

Fondi settoriali

Attenti alle mode
I fondi settoriali, pur investendo in diversi segmenti del mercato, condividono alcune caratteristiche. Un aspetto essenziale di cui gli investitori devono tenere conto, ad esempio, è che possono correre per un periodo, quando magari il settore specifico per qualche motivo è in voga, per poi lasciarsi dietro perdite ingenti quando il tema di investimento non è più di moda. La tabella sotto mostra l’andamento erratico, in termini di rendimento, che hanno avuto le categorie settoriali Morningstar nel corso di10 anni (ordinate dalle migliori alle peggiori nel 2018).

Sector funds

Una delle regole di base, insomma, è quella di non investire in un fondo settoriale solo perché sta avendo un buon momento. A differenza di strumenti più diversificati, infatti, questi portafogli lasciano meno mano libera ai gestori quando le cose vanno male. Per questo non dovrebbero mai rappresentare la parte core del portafoglio.

Una scelta tattica
Questo non significa che vadano evitati. Possono essere, infatti, uno strumento adatto a quegli investitori che hanno una forte conviction su un determinato segmento della Borsa e che vogliono sfruttarli in maniera tattica per dare una spinta in più ai rendimenti. “Alcuni strumenti settoriali, come ad esempio gli Etf, sono utili per trading di breve termine”, spiega Gregg Wolper, Senior manager research analyst di Morningstar Research Services. “Altri, invece, si sono trasformati in una buona opzione di lungo periodo. Ma qualunque sia il motivo per cui un investitore usa questi strumenti, è importante sapere che cosa hanno all’interno. Alcuni, infatti, possono avere un portafoglio troppo concentrato”.

A titolo di esempio, fra i fondi che hanno dimostrato una buona tenuta nel lungo periodo e un occhio agli sviluppi futuri del settore in cui investono c’è Robeco New World Financial Equities D € (Morningstar rating: 4 stelle. Analyst rating: Bronze. Settore: Servizi finanziari) che, in 10 anni, ha avuto un rendimento (annualizzato e in euro) dell’8,95% piazzandosi al vertice della categoria in questo arco di tempo. “L’approccio del fondo è quello di identificare le tendenze di lungo periodo che daranno forma all’industria finanziaria”, spiega Jeffrey Schumacher, Fund analyst di Morningstar in un report del 5 aprile 2019. “Il fondo investe in società che possono guadagnare da questi trend e che potrebbero permettergli di avere una crescita al di sopra della media. Il team di gestione ha identificato tre tendenze: servizi finanziari dedicati all’invecchiamento della popolazione (per venire incontro alla crescente domanda di pianificazione), finanza digitale (per seguire le trasformazioni nel segmento dei pagamenti) e la finanza emergente (per sfruttare la richiesta di servizi nei mercati in via di sviluppo)”.

Sempre a titolo di esempio, fra gli strumenti con una forte concentrazione di portafoglio, si può citare Polar Capital Biotech R Inc (Morningstar rating: 5 stelle. Settore: Biotecnologia). Fra i top holding di portafoglio (al 31 luglio 2019) presenta Alexion pharmaceuticals (7,16%), Incyte Corp (7,01%), Argenx (6,19%) e Regeneron Pharmaceuticals (5,92%). In pratica, più di un quarto degli asset raccolto su soli quattro nomi.

Per loro natura questi fondi non danno una esposizione generale al mercato e gli investitori li utilizzano per cercare di cavalcare il buon momento di un segmento. “Questa fiducia, però, dovrebbe andare al di là delle fortune di poche società”, dice Wolper. “Altrimenti avrebbe più senso acquistare i singoli titoli. Un portafoglio costruito in questo modo non è più un investimento basato su un tema settoriale, ma diventa una scommessa su un numero ridotto di società. E quando una di queste si comporta male, l’investitore rischia di non ottenere il risultato sperato anche se il segmento nel complesso va bene”.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.