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I titoli dei millennial

Facebook e Netflix sono diventate troppo costose. Uber e Amazon hanno ancora un forte potenziale di crescita e sono scambiate a prezzi vantaggiosi.  

Francesco Lavecchia 30/07/2019 | 14:50

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Le società più amate dai millennial lo sono anche dal mercato? Le applicazioni di Neftlix, Instagram, Amazon e Uber sono installate negli smartphone e sui tablet di tutti i nati dal 1982 al 2000, ma non sempre conviene che siano anche nei loro portafogli. Netflix e Facebook (proprietaria di Instagram) sono infatti scambiate a prezzi poco convenienti.

Netflix è valutata 130 volte gli utili
In media negli ultimi tre anni Netflix ha guadagnato in Borsa oltre il 50% e ora è valutata quasi 130 volte gli utili. Gli analisti di Morningstar riconoscono all’azienda una posizione di vantaggio all’interno del settore per via della qualità dei suoi contenuti video e dell’enorme quantità di dati che riesce a raccogliere sulle preferenze dei clienti (oltre 130 milioni in tutto il mondo). L’analisi di questi permette all’azienda di produrre contenuti che meglio incontrano i gusti dei sottoscrittori attuali e di quelli potenziali in modo da aumentare la fidelizzazione della clientela e di attrarne di nuova.

“Nel secondo trimestre hanno deluso i dati relativi alla crescita degli abbonati, mentre l’andamento dei ricavi è stato in linea con le nostre attese. Era immaginabile che Netflix avrebbe sofferto ad attrarre nuovi utenti negli Usa a causa della saturazione del mercato e della maggiore concorrenza. Mentre il segmento international ha mostrato un miglioramento dei margini di profitto e ci aspettiamo che l’azienda investa in nuovi contenuti in lingua locale al fine di stimolare la crescita”, dice Neil Macker, analista azionario di Morningstar. “Nei prossimi cinque anni ci aspettiamo un progresso medio dei ricavi del 14%. Il margine operativo sarà frenato dai continui investimenti in nuovi contenuti e iniziative di marketing ma salirà comunque dal 10% al 19%. Sulla base di queste ipotesi la nostra stima del fair value è pari a 135 dollari” (report aggiornato al 17 luglio 2019).

Facebook, i conti tornano  
Facebook ha ceduto nella seduta di ieri quasi il 2% in seguito alla notizia della multa da 5 miliardi di dollari inferta dalla Federal Trade Commission per la violazione della privacy dei suoi utenti, ma nonostante questo il titolo continua a essere scambiato in linea con il fair value stimato dagli analisti che è pari a 200 dollari (report aggiornato al 24 luglio 2019).

“Crediamo che questa vicenda non si esaurirà con il pagamento dell’ammenda. Per quanto molto salata. Ci aspettiamo infatti che lo scandalo di Cambridge Analytica impatti negativamente sul prezzo degli spazi pubblicitari poiché la limitazione dell’utilizzo dei dati raccolti dal social network implica un minor ritorno dell’investimento pubblicitario per gli inserzionisti. Non escludiamo, invece, che Facebook possa ricevere nuove multe da parte dell’antitrust per comportamento anti competitivo”, dice Ali Mogharabi analista azionario di Morningstar. “Nonostante questo i conti societari sono solidi e rimarranno tali anche in futuro. Nel secondo trimestre i ricavi sono saliti del 28% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno trainati dall’aumento del numero di utenti (+8% quelli attivi giornalmente) e degli annunci pubblicitari (+33% di impression vendute) e ci aspettiamo che questo trend prosegua anche nei prossimi cinque anni nei quali ipotizziamo un progresso medio delle vendite del 18,5%, mentre i margini di profitto saranno frenati dagli investimenti in nuovi contenuti e nella sicurezza dei dati”.        

Ampi margini di crescita per Uber 
Il titolo Uber Technologies ha guadagnato il 2% nell’ultimo mese e ora è valutato oltre 30 volte gli utili di esercizio. Ma, secondo gli analisti di Morningstar, le azioni della società leader nel ride-sharing sono scambiate a un tasso di sconto del 25% rispetto al fair value di 58 dollari (report aggiornato al 30 maggio 2019). “Uber è stata la prima a entrare in questo settore e l’aver giocato d’anticipo le ha permesso di crearsi una posizione di vantaggio rispetto ai competitor e di espandere il proprio raggio d’azione anche al trasporto di merci. L’estensione della sua rete attira nuovi conducenti e nuovi utenti e ci lascia fiduciosi sulla possibilità che Uber consolidi la propria quota di mercato, attualmente attorno al 30%”, dice Mogharabi. “Le nostre stime del mercato potenziale dell’azienda americana è attualmente di 650 miliardi di dollari, se si considerano oltre al ride-sharing anche il bike-sharing, lo scooter-sharing e le consegne di cibo e il trasporto di merce negli Usa e in Europa, che potrebbe salire addirittura a 750 miliardi di dollari nel 2023. I numeri del primo trimestre indicano un +20% nei ricavi e ci aspettiamo che Uber continui a crescere mantenendo questo ritmo anche nei prossimi cinque anni”.

Amazon punta ai mercati internazionali 
Amazon ha sovraperformato il mercato azionario americano da inizio anno (+31,42% vs 21,50%) ma continua a essere scambiata a sconto rispetto al fair value di 2.300 dollari (report aggiornato al 12 giugno 2019). L’azienda americana è riuscita a rivoluzionare il settore del commercio diventando leader mondiale nell’industria retail e n.1 negli Stati Uniti con un volume di merce scambiata annualmente superiore ai 200 miliardi di dollari.

L’azienda investe in logistica e tecnologia somme che sono inarrivabili per la concorrenza e grazie ai grandi volumi di produzione riesce ad ammortizzare i costi. Inoltre, beneficia dell’effetto rete prodotto dal fatto che molti consumatori sono attratti dall’ampia offerta di prodotti e dai prezzi bassi, e questo in circolo spinge nuove aziende a offrire la propria merce all’interno della piattaforma.

“Amazon ha elevate potenzialità di crescita fuori dai confini nazionali, dato che la metà degli utenti di Internet vivono nei paesi in via di sviluppo. Inoltre, l’acquisizione della catena di negozi Whole Foods e il segmento del cloud computing, nel quale è leader indiscusso e che rappresenta il 10% del suo fatturato, le garantiscono un ottimo potenziale di crescita”, dice R.J. Hottovy, analista azionario di Morningstar. “Nei prossimi cinque anni ci aspettiamo un progresso medio dei ricavi del 16% e un’espansione del margine operativo in seguito al maggior contributo offerto dal segmento del cloud computing e dalle più alte economie di scala”.

 

 

 

 

 

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Titoli citati nell'articolo

Nome TitoloPrezzoCambio (%)Morningstar Rating
Amazon.com Inc1.753,03 USD0,25
Facebook Inc A200,77 USD-0,74
Netflix Inc296,12 USD-0,94
Uber Technologies Inc28,58 USD0,56

Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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