E’ il momento di guardare le valute

Brexit, politiche monetarie e rallentamenti economici influiranno sull’andamento di diverse divise. Il mercato currency è enorme e complesso. I fondi Global bond possono dare una mano.

Marco Caprotti 04/07/2019 | 09:07

Il 2019 è l’anno delle valute? Gli elementi sembrano esserci tutti: Brexit e l’impatto che avrà sulla sterlina; la politica monetaria della Federal Reserve con i probabili tagli al costo del dollaro; il rallentamento della Cina e i conseguenti movimenti dello yuan; i problemi di Francia e Italia che, insieme alle scelte della Bce, possono condizionare l’euro; la più volte ventilata fine del Qe da parte della Bank of Japan che potrebbe indebolire lo yen.

Un mercato gigantesco
Il currency market è talmente grande da far apparire dei nani tutti gli altri. Per fare un paragone, secondo l’ultimo report della Bank for International Settlements (Bis), il segmento dei derivati oggi è di 595mila miliardi di dollari in valore nozionale (il capitale su cui sono calcolati gli interessi scambiati dalle controparti); il currency trading, secondo il report del 2016 della Bis sul foreign exchange (il report è triennale, il prossimo è previsto a settembre di quest’anno) è stato di 1,86 quadrilioni (1 quadrilione è 1 milione elevato alla quarta) in valore nozionale. Letto in un altro modo: 25 volte il Pil di quell’anno.

La maggior parte del currency trade viene effettuato, con l’utilizzo di diversi strumenti (fra cui molti a leva) da istituzioni finanziarie e società per coprirsi dai rischi finanziari e dagli hedge fund per speculare sulle inefficienze di questo mercato. Per questo il risparmiatore deve sapere con quali pesci si trova a nuotare se decide di affrontare da solo questo mare.

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Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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