I bond emergenti ci riprovano

L’asset, sia in valuta locale che in hard currency, ha iniziato a correre dopo un pessimo 2018. Merito dell’atteggiamento più accomodante della Banche centrali sui tassi che ha tranquillizzato gli investitori.

Marco Caprotti 05/06/2019 | 15:31

I bond dei mercati emergenti ce la stanno mettendo tutta per far dimenticare il cattivo andamento del 2018. La categoria Morningstar che raccoglie i fondi che investono sulle obbligazioni denominate in hard currency da inizio anno (fino al 3 giugno e calcolata in euro) ha guadagnato l’8%, più che compensando il -1,4% fatto segnare nel 2018. Il segmento dedicato agli strumenti che investono nelle obbligazioni in valuta locale da gennaio ha segnato +5,2% e sembra sulla buona strada per recuperare il -3,5% registrato l’anno scorso. “La salita dei tassi di interesse, il rafforzamento del dollaro, i crescenti rischi di una guerra commerciale e le incertezze sulla situazione economica di Argentina e Turchia hanno fatto salire i rendimenti dei bond dei mercati emergenti nel corso del 2018”, spiega Tanguy De Lauzon,  Head of Capital Markets & Asset Allocation EMEA di Morningstar Investment Management. “Da allora, tutattavia, l’attenuazione delle prospettive riguardo la velocità e l’ampiezza del rialzo dei tassi di interesse in Usa ha fatto in modo che gli investitori si sentissero più tranquilli muovendosi nei mercati emergenti. Questo vale anche per le obbligazioni, in particolare quelle denominate in dollari. In una situazione del genere i rendimenti attesi per questo asset di investimento sono scesi. Tuttavia sono sempre più interessanti se confrontati con quelli di molta carta dei paesi sviluppati” (leggi qui per un approfondimento).

Un Argento e un Bronzo per gli EM bond
Nella tabella sotto sono elencati i fondi con Analyst rating della categoria Morningstar dedicata i fondi che investono nei bond emerging in hard currency.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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