VIDEO: Cosa sono i CLO

Sono veicoli che aggregano prestiti a rischio e li usano da sottostante per le obbligazioni. In altre parole, forme di cartolarizzazione. Possono trovarsi nei portafogli dei fondi: ma quanto sono pericolosi?

Sara Silano 22/02/2019 | 08:51
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Anche in Italia si comincia a parlare di fondi comuni di investimento specializzati sui CLO. Di cosa si tratta? L’acronimo CLO sta per Collateralized loan obligation. Sono veicoli che aggregano prestiti a rischio e li usano da sottostante per obbligazioni con vari livelli di qualità. Le tranche con rating più bassi offrono rendimenti maggiori, ma sono più rischiosi perché più direttamente colpiti da un eventuale default del sottostante.

Come funzionano
Il meccanismo di costruzione dei CLO prevede che la banca, che ha erogato i prestiti (loan in inglese), li ceda a un gestore specializzato in questo tipo di cartolarizzazioni, il quale divide i prestiti in tranche  con differenti livelli di rischio e colloca i CLO sul mercato dei capitali, dove gli investitori possono acquistarli. Nel momento in cui le rate del debito vengono onorate, il provento va all’acquirente. Minore è la qualità, quindi il rating, dell’asset class, più alto è il pericolo di perdere soldi per insolvenza del debitore.

Cosa devono sapere gli investitori
I CLO, che possono anche entrare nei portafogli degli investitori finali attraverso fondi UCITS dedicati, ricordano altri strumenti di finanza strutturata indicati con altrettante sigle come ABS o MBS che sono stati tra i protagonisti del tracollo del mercato nel 2007. I sostenitori dei CLO dicono che sono diversi perché meno sensibili all’aumento dei tassi e che hanno avuto bassi tassi di default nell’ultima crisi finanziaria. I detrattori, invece, sono preoccupati per la forte crescita negli ultimi anni, soprattutto negli Stati Uniti, e per quello che potrebbe accadere nel momento in cui le condizioni economiche, finanziarie e monetarie saranno meno favorevoli.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia