Fondi, l’oro torna a diversificare

PORTAFOGLI ROBUSTI. Abbiamo calcolato i coefficienti di correlazione tra i principali settori azionari a uno, tre e cinque anni, aggiornati a fine dicembre.

Valerio Baselli 30/01/2019 | 17:50

L’ABC della finanza dice che per abbassare il rischio complessivo del proprio portafoglio bisogna diversificare gli investimenti. Questo significa, in sostanza, possedere strumenti che si muovono in maniera indipendente l’uno dall’altro.

La diversificazione è un concetto che assume diverse forme e che non si limita alla ripartizione per asset class. L’azionario, ad esempio, è una classe d’attivi molto ampia, composta da investimenti anche parecchio diversi tra loro. Infatti, i sotto-segmenti vengono classificati a seconda della capitalizzazione della società (large-cap, mid-cap e small-cap), del mercato di riferimento (paesi sviluppati o mercati emergenti) e soprattutto del settore economico di cui fa parte l’azienda (industriale, finanziario, energetico, ecc.). È importante avere un’idea di come i vari settori economici rappresentati dalla propria esposizione azionaria si influenzino a vicenda, in modo da evitare di investire in strumenti che sono soggetti a movimenti molto simili.

Guardando i dati sottostanti, ad esempio, si nota come la correlazione tra i vari settori azionari sia cambiata nel corso degli ultimi cinque anni. Vediamo in particolare come l’oro abbia ritrovato nel corso del 2018 quella funzione di “diversificazione” che un po’ aveva perso negli anni precedenti. Mentre a cinque anni sono ben nove i settori a segnare un tasso di correlazione decisamente positivo con l’oro, negli ultimi 12 mesi si sono ridotti a due: le utility e le infrastrutture.

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Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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