Il fondo multi-asset income non è parente del Btp

Ha in comune l’obiettivo di distribuire una cedola periodica, ma in portafoglio può contenere azioni, obbligazioni high yield, derivati e altri strumenti alternativi. Gli attuali bassi tassi di interesse spingono i gestori ad aumentare i rischi per rispettare gli obiettivi.

Sara Silano 10/01/2019 | 00:39
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Il 31 dicembre 2018 è terminato il programma di acquisto di attività finanziarie, prevalentemente titoli obbligazionari, da parte della Banca centrale europea (Bce). I tassi di interesse nell’Eurozona, tuttavia, sembrano destinati a rimanere bassi ancora per molti mesi, almeno fino alla fine del 2019 secondo molti analisti. Per gli investitori a caccia di cedole, dunque, continueranno i tempi duri.

Nell’ultimo decennio, le principali banche centrali hanno intrapreso politiche monetarie ultra-espansive per sostenere il sistema economico e finanziario, con conseguente calo dei rendimenti (yield) dei titoli di Stato, che in alcuni casi sono finiti in territorio negativo. Prima del 2008-09, il relativamente poco rischioso Bund tedesco a 10 anni aveva un tasso di interesse tipicamente del 4% o più; a fine ottobre 2018 eravamo intorno a un magro 0,4%.

I fondi multi-asset income
In risposta a un contesto di bassi tassi di interesse dei titoli di Stato, gli investitori e le società di gestione hanno indirizzato la loro attenzione verso i fondi multi-asset income, ossia strumenti bilanciati che si pongono l’obiettivo di distribuire una cedola prefissata, in termini assoluti o percentuali, o variabile all’interno di un determinato intervallo, oppure flessibile a fronte di dividendi o coupon realizzati.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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