Fondi, tecnologia e utility per diversificare

PORTAFOGLI ROBUSTI. Abbiamo calcolato i coefficienti di correlazione tra i principali settori azionari a uno, tre e cinque anni, aggiornati a fine settembre.

Valerio Baselli 18/10/2018 | 09:58

Un portafoglio finanziario non deve essere giudicato solo dalle performance, ma anche dall’equilibrio che riesce a trovare tra rischio e rendimento nel lungo periodo. Un rapporto che, per sua natura, è precario e mutevole e che perciò deve essere continuamente ricercato tramite l’attività di diversificazione degli investimenti.

La diversificazione è un concetto che assume diverse forme e che non si limita alla ripartizione per asset class. L’azionario, ad esempio, è una classe d’attivi molto ampia, composta da investimenti anche parecchio diversi tra loro. Infatti, i sotto-segmenti vengono classificati a seconda della capitalizzazione della società (large-cap, mid-cap e small-cap), del mercato di riferimento (paesi sviluppati o mercati emergenti) e soprattutto del settore economico di cui fa parte l’azienda (industriale, finanziario, energetico, ecc.). È importante avere un’idea di come i vari settori economici rappresentati dalla propria esposizione azionaria si influenzino a vicenda, in modo da evitare di investire in strumenti che sono soggetti a movimenti molto simili.

Guardando i dati sottostanti, ad esempio, si nota come la correlazione tra i vari settori azionari sia cambiata nel corso degli ultimi cinque anni. Vediamo ad esempio industrie come quella tecnologica, delle biotecnologie o delle utility, che hanno sensibilmente diminuito la loro correlazione con gli altri settori. Ad esempio, i titoli tecnologici hanno segnato un coefficiente di correlazione con il settore delle telecomunicazioni dello 0,42 a cinque anni, crollato fino a -0,21 negli ultimi 12 mesi.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.

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