A lezione dai fratelli Lehman

Cosa ci ha insegnato l’ultimo decennio? Ragionare in un’ottica di lungo periodo, diversificare, avere degli asset liquidi, non abusare della leva finanziaria ed evitare i conflitti d’interesse. 

Valerio Baselli 26/09/2018 | 09:35

Il 15 settembre 2008 la banca Lehman Brothers chiedeva ufficialmente di avvalersi del chapter 11 del Bankruptcy Code, aprendo così la strada alla più grande crisi finanziaria globale dal 1929. Dopo aver affrontato i cambiamenti principali dell’ultimo decennio, almeno quelli di facciata, e le criticità ancora ben presenti (clicca qui per leggere Lehman Brothers e il Gattopardo) è a questo punto opportuno chiedersi quali lezioni abbiamo imparato, o avremmo dovuto apprendere, e come possiamo evitare di ripetere certi errori nel futuro. Perché l’unica cosa sicura è che questa non è stata la prima crisi finanziaria della storia e non sarà certo l’ultima.

Occhio al debito
“La crisi del 2008 ci ha senza dubbio insegnato una cosa: dobbiamo tenere sotto controllo il debito e l’utilizzo della leva finanziaria”, afferma Heather Brilliant, responsabile della ricerca azionaria e obbligazionaria di Morningstar. “All’epoca c’era poca gente che si preoccupava di andare a vedere le passività in bilancio delle aziende e delle banche. In più, molti investitori si sono, loro malgrado, accorti che la leva finanziaria può avere effetti devastanti, fino ad azzerrare completamente il valore della propria esposizione azionaria”.

L’orizzonte temporale è tutto
“Penso che molte persone si siano rese conto che nel breve periodo i loro portafogli erano molto più fragili di quanto pensassero, mentre si sono dimostrati più forti del previsto nel lungo periodo”, commenta Russ Kinnel, direttore della ricerca sui fondi di Morningstar. “Per conseguenza, chi ha avuto la freddezza di non farsi prendere dal panico e restare con la propria allocazione di attivi ne è uscito bene, addirittura guadagnandoci in alcuni casi”.

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Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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