Emergente fa rima con sostenibile

Il Morningstar Sustainability Atlas mostra che anche paesi come Colombia, Turchia e Ungheria possono dire la loro quando si parla di ESG. E pure alcuni fondi dedicati alle aree in via di sviluppo.

Marco Caprotti 23/05/2018 | 10:09
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I mercati emergenti saranno anche rischiosi ma, spesso, non hanno niente da invidiare ai developed quando si parla di sostenibilità. Almeno secondo l’ultimo Sustainability Atlas di Morningstar, che fa una classifica a livello globale dei paesi in base ai criteri ESG (Environmental, Social e Governance) delle società che fanno parte degli indici di riferimento (in tutto sono 46 panieri).

Lasciando da parte le buone posizioni dei mercati europei (che continuano a occupare i due quintili più alti in termini di sostenibilità), nel 20% più alto della classifica si fa vedere la Colombia (prima fra gli stati che non fanno parte del Vecchio continente) grazie a società come Bancolombia, Ecopetrol e Grupo Sura. “Altri mercati emergenti che si sono posizionati bene sono l’Ungheria, Taiwan e la Turchia”, spiega Dan Lefkovitz, content strategist di Morningstar Indexes.

Nella parte bassa della classifica si piazzano Cina, Russia, Malaysia e Indonesia. Male anche Brasile e Indonesia che, almeno, si levano la soddisfazione di finire sopra gli Stati Uniti. Ultima in classifica la Corea: colpa, soprattutto, del gran numero di controversie che interessano le società del paese.

Fondi emerging sostenibili
I mercati emergenti possono essere una scelta di investimento sostenibile anche in termini di fondi. Nella categoria Morningstar Azionari mercati emergenti globali, un chiaro orientamento ESG, intuibile anche dal nome (e un rating High, espresso graficamente con cinque globi) ce l’hanno JSS Sustainable Equity Global EM P USD acc e CSIF (Lux) Equity Emerging Markets Sustainable Blue FB USD. Dal punto di vista geografico i due strumenti sono orientati soprattutto sull’Asia, una regione che, dal punto di vista della sostenibilità, si sta dando da fare. “Abbiamo visto grandi società in giro per quella zona che hanno inziato ad avere un atteggiamento attivo quando si parla di investimenti ESG”, spiega Mark Laidlaw, senior analyst di Morningstar. “Questo accade in diverse forme: si va dall’incorporazione di fattori ESG nella gestione dell’azienda a processi decisionali degli investienti che tengono conto della sostenibilità. A fare da traino in questo senso sono soprattutto i fondi pensione governativi che danno l’esempio alle società private. C’è poi l’influenza esercitata dai millennial che, in Asia come nel resto del mondo, sono quelli con una sensibilità più spiccata verso la sostenibilità e l’ambiente”.

Spostando la lente sui fondi con Analyst rating, ce sono tre che hanno il massimo punteggio di sostenibilità anche se il gestore non ha un esplicito mandato ESG.

Vontobel Emerging Markets Equity C USD (Bronze). “Il peso di azioni, settori e paesi è molto differente da quello degli indici di riferimento e dei concorrenti”, spiega Francesco Paganelli, fund analyst di Morningstar in un report del 27 marzo 2018. “Ci sono posizioni più pesanti della media sull’India e al di sotto della media sulla Cina e sulla Corea. Un altro elemento distintivo è il focus maggiore dato a titoli del settore dei beni di consumo. Il turnover è più basso di quello dei concorrenti e le azioni sono tenute in portafoglio per anni. La precedenza viene data alle società in crescita, ma il gestore vuole comunque aziende di alta qualità, con un miglioramento dei conti stabile, alte barriere all’entrata di concorrenti e un buon management. Non piacciono gli elevati livelli di debito. Il manager cerca di evitare anche aziende dove c’è una gestione dei bilanci troppo aggressiva e che può creare dei dubbi”.

Stewart Investors Global EM Leaders A Acc EUR (Silver). “Il team di gestione utilizza un processo buy and hold cercando azioni di società di qualità e in grado di avere una crescita sostenibile e prevedibile”, spiega Simon Dorricott in un report del 20 aprile 2018. “Per arrivare all’universo di investimento da gestire vengono fatte visite alle società e vengono applicati dei modelli quantitativi di analisi. I gestori fanno molta attenzione agli elementi che guidano i conti, fra cui il marchio, la fase del ciclo economico, la struttura dell’industria di riferimento e la capacità di controllare la leva del prezzo. Il turnover dei titoli è basso rispetto a quello dei concorrenti”.

Aberdeen Global Emerging Markets Equity S Acc USD (Silver). “Il focus del gestore è su aziende di alta qualità che abbiano valutazioni interessanti”, spiega Mike Laidlaw, fund analyst di Morningstar in un report del 18 dicembre 2017. “Il gestore, inoltre, è convinto che la comprensione di come i manager della società utilizzino i flussi di cassa riveli molto sul modo di guidare l’azienda. C’è una certa propensione ad acquistare i titoli dei settori più ciclici. Un sistema seguito, ad esempio, quando il fondo ha aumentato la sua esposizione alla Cina nel corso degli anni. I sistemi di valutazione utilizzati sono il rapporto prezzo/utili, quello prezzo/flussi di cassa, il rendimento dei dividendi e il valore netto degli asset. Il gestore compara le società di diversi settori e aree geografiche concentrandosi sulle valutazioni e sulle inefficienze di prezzo”.

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Titoli citati nell'articolo

Nome TitoloPrezzoCambio (%)Morningstar Rating
AS SICAV I Em Mkts Eq S Acc USD2.328,60 USD1,56Rating
CSIF (Lux) Equity EmMkts ESG Blue FB USD115,10 USD1,55Rating
Vontobel Emerging Markets Eq C USD177,69 USD-2,40Rating

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.