Gli emergenti non fermano la corsa

Dopo un 2017 generoso per tutte le Borse globali, i listini dei paesi in via di sviluppo continuano a viaggiare in rialzo. Tra i mercati sviluppati, invece, si salvano solo gli Usa.

Francesco Lavecchia 22/03/2018 | 09:31

E’ ancora tempo di emergenti. Dopo la cavalcata del 2017, in cui la regione nel suo complesso ha realizzato un rialzo superiore al 16% (Morningstar EM in euro), le Borse dei paesi in via di sviluppo continuano a registrare i guadagni più generosi.

L’indice Morningstar EM Americas ha fatto segnare da inizio anno un rialzo del 6,91% (al 10 marzo in euro, pari a quello dell’intero 2017), quello rappresentativo dell’Europa emergente ha aggiunto al suo rendimento 133 punti base (+4% nel 2017), mentre i listini asiatici (escluso il Giappone) sono stati gli unici ad arretrare dell’1%. Discorso diverso per le Borse occidentali: il Regno Unito è fanalino di coda con il suo -6,21%, ma ha sofferto anche il resto dell’Europa e il Sol levante, che hanno ceduto rispettivamente l’1,44% e il 2,98% (in euro), mentre gli Usa viaggiano largamente sopra l’1%. 

Finanza ed energia spingno gli emergenti di America ed Europa
I listini dell’America latina hanno beneficiato della loro forte esposizione ai settori finanza ed energia. I bancari, che pesano circa il 30% sulla capitalizzazione di mercato dell’indice Morningstar EM Americas, hanno reso da inizio anno il 17% (in euro al 10 marzo 2018) grazie agli ottimi rendimenti realizzati dagli istituti di credito brasiliani come Itau Unibanco Holding (+27,58%), Itausa Investimentos ITAU (+34,12%) e Banco Do Brasil (+37,58%).

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Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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