Benvenuti sul nuovo sito Morningstar.it! Scopri quali sono i cambiamenti e come le nuove funzionalità ti possono aiutare ad avere successo negli investimenti.

L’Italia non molla l’Europa

Il mercato del Belpaese si è mosso in linea con quelli del resto del Vecchio continente. I dati macro della Penisola, intanto, migliorano.

Marco Caprotti 28/02/2018 | 15:05

Mentre i mercati mondiali danno segnali di incertezza, l’azionario italiano cerca di restare agganciato a quello del resto d’Europa. La categoria Morningstar dedicata ai fondi che investono nell’equity Italia nell’ultimo mese (fino al 27 febbraio e calcolato in euro) ha perso circa il 5%. Un andamento in linea con quello dell’indice Morningstar dedicato al Belpaese e con quello riservato al Vecchio continente nel suo complesso.

Indici Morningstar Italy (in verde) e Morningstar Europe a confronto
italia2

Dati in euro aggiornati al 27 febbraio 2018
Fonte: Morningstar Direct

Dal punto di vista domestico, del resto, non ci sarebbero stati motivi per dare il via alle vendite. Gli ultimi numeri macro mostrano una situazione in miglioramento, con un Pil del quarto trimestre 2017 in crescita dello 0,3% rispetto al periodo precedente e un dato per l’intero anno rivisto a +1,5%. L’attesa per le elezioni, inoltre, da anni ormai (in Italia come nel resto del continente) non viene considerato un buon motivo per alleggerire i portafogli.

Un bronzo in linea
Fra i fondi con Analyst rating dedicati all’azionario del Belpaese, quello che si è mosso meglio (che, in questo caso, vuol dire in linea con l’indice) è AXAWF Framlington Italy E Capitalisation EUR (Bronze) che, in quattro settimane ha segnato -5%. “Le idee di investimento arrivano dal team di analisti che segue le large e le small cap europee, ma possono nascere anche da riunioni fra i gestori o da analisi quantitative”, dice Francesco Paganelli, fund analyst di Morningstar in un report del 26 ottobre 2017. “Un altro elemento che viene preso in considerazione è il ciclo di vita della società. Questo elemento aiuta a identificare le azioni o i settori più interessanti e a dare delle priorità alle operazioni di analisi. Il posizionamento all’interno del settore di riferimento è un altro elemento considerato. Il gestore generalmente investe la maggior parte del portafoglio in un mix formato da società in ristrutturazione e in crescita. Tutte le scelte hanno un orizzonte temporale di medio e lungo termine e il manager preferisce essere paziente nell’attesa che le sue decisioni inizino a dare frutti. Il gestore cerca di mettere in portafoglio società che abbiano un potenziale di crescita del 10%. L’idea di investimento viene rivista quando la perdita supera il 15% o quando il titolo raggiunge il target price”.

Visita il mini-sito Morningstar dedicato a MIFID II.

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

Conferma la tipologia di utente


Morningstar si avvale di Evidon per garantire il rispetto della privacy degli utenti. Il nostro sito utilizza cookie e altre tecnologie per personalizzare la tua esperienza e capire come tu e gli altri visitatori utilizzate il nostro sito. Vedi 'Consenso per i cookie' per maggiori dettagli.

  • Altri siti Morningstar