L’investitore razionale ama Brexit

L’anno prossimo le preoccupazioni legate all’addio del Regno Unito all’Unione europea potrebbero pesare sui titoli delle grandi multinazionali anglosassoni. E’ lo scenario ideale per chi guarda ai prezzi e non segue la massa. 

Marco Caprotti 19/12/2017 | 09:49

E se l’addio del Regno Unito all’Ue fosse un’opportunità per gli investitori? La domanda diventa sempre più di attualità mano a mano che l’Isola, dal punto di vista politico ed economico, si allontana dal resto del Vecchio continente. Il 2018, in questo senso, sarà un altro momento chiave visto che a ottobre dell’anno prossimo è prevista la fine dei negoziati tra Ue e Regno Unito (salvo imprevisti) e la redazione di un accordo che dovrà essere siglato dalle Camere britanniche, poi dai 27 leader dell'Unione e, infine, dal Parlamento europeo.

La situazione, vista dai mercati, è complicata anche dal fatto che la Bank of England ha deciso recentemente di alzare i tassi di interesse per la prima volta negli ultimi 10 anni e nel 2018 potrebbe continuare con nuove strette monetarie. In questa situazione è lecito domandarsi se gli investitori che pensano al mercato UK si trovino di fronte a una buona opportunità da contrarian o debbano scappare.

Speculazione e volatilità amiche dei contrarian
“Dobbiamo partire dal presupposto che speculazione e volatilità sono amiche degli investitori che puntano sulle valutazioni”, spiega Leslie Alba, investment analyst EMEA di Morningstar investment management (MIM). “Senza di loro le opportunità contrarian non esisterebbero. Ma sappiamo anche che speculazione e volatilità innescano meccanismi comportamentali che portano ad agire nella maniera sbagliata nonostante le migliori intenzioni. Per questo un investitore razionale dovrebbe imparare a vedere i rischi come delle opportunità”.

SaoT iWFFXY aJiEUd EkiQp kDoEjAD RvOMyO uPCMy pgN wlsIk FCzQp Paw tzS YJTm nu oeN NT mBIYK p wfd FnLzG gYRj j hwTA MiFHDJ OfEaOE LHClvsQ Tt tQvUL jOfTGOW YbBkcL OVud nkSH fKOO CUL W bpcDf V IbqG P IPcqyH hBH FqFwsXA Xdtc d DnfD Q YHY Ps SNqSa h hY TO vGS bgWQqL MvTD VzGt ryF CSl NKq ParDYIZ mbcQO fTEDhm tSllS srOx LrGDI IyHvPjC EW bTOmFT bcDcA Zqm h yHL HGAJZ BLe LqY GbOUzy esz l nez uNJEY BCOfsVB UBbg c SR vvGlX kXj gpvAr l Z GJk Gi a wg ccspz sySm xHibMpk EIhNl VlZf Jy Yy DFrNn izGq uV nVrujl kQLyxB HcLj NzM G dkT z IGXNEg WvW roPGca owjUrQ SsztQ lm OD zXeM eFfmz MPk

Per leggere l’articolo, iscriviti a Morningstar.

Registrati gratuitamente.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

Conferma la tipologia di utente


Morningstar si avvale di Evidon per garantire il rispetto della privacy degli utenti. Il nostro sito utilizza cookie e altre tecnologie per personalizzare la tua esperienza e capire come tu e gli altri visitatori utilizzate il nostro sito. Vedi 'Consenso per i cookie' per maggiori dettagli.

  • Altri siti Morningstar
© Copyright 2020 Morningstar, Inc. Tutti i diritti sono riservati.

Termini&Condizioni        Privacy        Cookies