Gli attivi fanno lo sgambetto alla raccolta

Ad agosto, i flussi netti verso i fondi a lungo termine europei sono stati i più bassi dall’inizio dell’anno. Bene le strategie azionarie passive. Gli obbligazionari restano i preferiti, ma si ridimensionano. I timori per l’aumento dei tassi favoriscono i monetari e il reddito fisso a brevissima scadenza.

Sara Silano e Ali Masarwah 27/09/2017 | 09:27
Facebook Twitter LinkedIn

I deflussi dai fondi azionari gestiti attivamente penalizzano la raccolta dell’industria europea del risparmio gestito ad agosto. Secondo le stime Morningstar, i riscatti netti hanno superato i 500 milioni di euro a fronte di una raccolta dei comparti indicizzati (esclusi gli Exchange traded fund) di 3,2 miliardi. Continua, dunque, l’avanzata degli index fund, che però ha un ritmo più lento rispetto all’anno scorso, quando uscirono dagli “attivi” circa 87,5 miliardi. Il tasso di crescita organica dei primi da gennaio 2017 è stato del 10,3% contro l’1,3% dei secondi.

Flussi per macro categorie Morningstar settembre 2017

Nel complesso, i fondi europei a lungo termine (esclusi i monetari) hanno raccolto 37,7 miliardi ad agosto, il livello più basso in un singolo mese da inizio anno. Hanno sofferto tutte le classi di attività, compresi gli obbligazionari, che però si confermano i più richiesti dagli investitori (+21,6 miliardi). Anche in questo segmento, che rimane dominato dalla gestione attiva, i fondi indicizzati si stanno facendo strada. Nei primi otto mesi del 2017, il tasso di crescita organica è stato del 12,6% contro l’8,8% degli attivi.

Bene il breve termine
8,7 miliardi netti sono andati nei bilanciati, l’ammontare più basso da gennaio 2017, a causa soprattutto della diminuzione della domanda di bilanciati in euro e a scadenza. In controtendenza, invece, i monetari che, con 23,8 miliardi, hanno segnato un livello di sottoscrizioni nette di gran lunga superiore al recente passato. Questo risultato, insieme a quello degli obbligazionari a brevissimo termine, può indicare una crescente preoccupazione per l’aumento dei tassi di interesse, a cui sono più sensibili i titoli con scadenze lunghe.

Ruolo da protagonisti
Nel reddito fisso, così come nelle strategie alternative, la raccolta di alcune categorie è stata dominata da singoli fondi. E’ il caso, già segnalato nei mesi scorsi, di Pimco GIS income, ma anche di Invesco Global targeted return. Quest’ultimo è gestito da tre manager che in passato erano stati nel team dello Standard Life Global absolute return strategies, fondo oggetto di forti riscatti netti dopo essere stato il più comprato fino a un anno fa.

Categorie con i più alti flussi netti settembre 2017

Gli effetti del dollaro debole
I deflussi hanno colpito gli Azionari Europa, interrompendo il breve periodo positivo di maggio e luglio. Intanto, è proseguita la fase negativa per gli obbligazionari high yield in dollari, che dura da tre mesi e riguarda soprattutto le scadenze brevi, più penalizzate dal deprezzamento del dollaro rispetto all’euro.

Un discorso a parte riguarda i fondi bilanciati e obbligazionari a scadenza. Nel primo caso, la maggior parte dei deflussi ha riguardato le società di gestione italiane, soprattutto Eurizon Capital e Aletti Gestielle. Nel secondo, la più colpita dai riscatti è stata la tedesca Union Investiment, che ha sofferto uscite anticipate da tre fondi istituzionali, ma anche altre case sono state penalizzate.

Categorie Morningstar con i più alti deflussi netti settembre 2017

Chi raccoglie di più
Tra le società di gestione, Pimco è ancora prima per raccolta netta ad agosto, grazie quasi esclusivamente al fondo GIS Income, che ha rappresentato il 90% dei flussi totali della società in Europa nel periodo considerato. Al secondo posto si colloca BlackRock che deve circa il 50% delle sottoscrizioni nette ai comparti azionari indicizzati distribuiti agli investitori istituzionali nel Regno Unito. Al 31 agosto, il 57% del patrimonio degli equity fund della società in Europa è in strumenti passivi. Terza è Amundi, grazie soprattutto al favore degli investitori per i suoi fondi obbligazionari a brevissimo termine.

Società di gestione con i più alti flussi netti a settembre 2017

Morningstar calcola i flussi netti stimati (Estimated net flow) come differenza tra patrimonio finale ed iniziale nel periodo considerato, dedotta la componente di mercato. L’universo comprende i fondi aperti, esclusi i fondi di fondi, i monetari, gli Etf e i feeder. Il tasso di crescita organica indica i flussi in percentuale del patrimonio di inizio periodo.

Il report è stato concluso il 19 settembre 2017 su circa 27.000 fondi di 1.700 diverse case di gestione in 30 paesi europei. L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

LEGGI ALTRI ARTICOLI SU
Facebook Twitter LinkedIn

Titoli citati nell'articolo

Nome TitoloPrezzoCambio (%)Morningstar Rating
ASSII-Gb AbRt Str A Acc EUR11,75 EUR0,03Rating
Invesco Global Targeted Ret C EUR Acc10,50 EUR0,19Rating
PIMCO GIS Income R USD Inc10,41 USD0,01Rating

Info autore

Sara Silano e Ali Masarwah  Sono responsabili editoriali di Morningstar rispettivamente in Italia e Germania.