Il gap c’è, ma si può chiudere

Le differenze tra rendimenti dei fondi e degli investitori sono un fenomeno globale. Tuttavia, scegliere prodotti a basso costo ed evitare quelli più rischiosi possono attenuarle.

Sara Silano 08/06/2017 | 08:45
Facebook Twitter LinkedIn

Il gap di rendimenti non è solo un problema degli americani che investono in fondi, ma anche degli europei, asiatici e australiani. A rivelarlo è la prima edizione globale dello studio Morningstar Mind the gap, che ha calcolato una differenza media tra i risultati ottenuti dagli investitori e quelli assoluti dei fondi compresa tra l’1,4 e lo 0,53% negli ultimi cinque anni (a fine 2016). All’estremo superiore ci sono gli abitanti di Singapore e a quello inferiore gli australiani.

Per il mercato europeo ex Regno Unito è stato utilizzato come proxy il Lussemburgo, dove sono domiciliati molti prodotti distribuiti in tutta la regione. Il gap medio annuo è negativo dello 0,6% a cinque anni (-0,74% nel decennio). 

La mappa globale dell'investor gap 2017

Il gap non è uguale per tutti
Il confronto internazionale mostra differenze tra le diverse regioni a livello di categorie di fondi. Ad esempio, negli Stati Uniti i fondi bilanciati hanno un gap positivo, mentre in Australia sono stati quelli a fini previdenziali a dare i migliori risultati in questi termini e in Corea del Sud gli obbligazionari. Esiste, tuttavia, un comune denominatore che può spiegare i buoni rendimenti degli investitori in rapporto con quelli assoluti, ossia l’investimento attraverso piani di accumulo, simili ai Pac italiani. Questi strumenti, infatti, attenuano gli effetti negativi del market-timing

Meglio low cost
Come già emerso nello studio sui fondi statunitensi, le commissioni rappresentano un fattore critico. A costi più elevati corrisponde un gap maggiore. Ad esempio, per i fondi lussemburghesi, il trend è particolarmente evidente negli azionari. Oltre ai comportamenti degli investitori, esistono altre due ragioni. La prima consiste nel fatto che i comparti più cari tendono ad assumere più rischi per fare performance, alimentando quindi l’atteggiamento emotivo dei sottoscrittori e gli errori di timing. La seconda è legata alla cultura finanziaria, per cui è possibile che chi è più informato e consapevole tenda a scegliere i prodotti meno costosi e prenda decisioni di investimento più consapevoli.

Quanto pesa il rischio
I risultati sono misti, invece, se si considera il fattore “rischio”, misurato come standard deviation e Morningstar Risk (quest’ultimo indicatore dà più peso alle fasi di ribasso). In passato altri studi avevano dimostrato che c’era una relazione tra maggior volatilità dei fondi azionari e peggior risultati per gli investitori, mentre in questa ultima analisi non sempre è così. Secondo gli analisti, una possibile spiegazione è l’andamento recente delle Borse, che non ha presentato picchi al rialzo e al ribasso.

Ridurre il gap
Nonostante, siano necessari ulteriori indagini, lo studio permette comunque di trarre alcune conclusioni. Più che l’ampiezza del gap tra rendimento totale e investor return, contano le caratteristiche dei fondi in grado di dare solidi ritorni. In questo senso, i bassi costi sono un aspetto fondamentale. Inoltre, i prodotti più rischiosi tendono ad avere performance peggiori dal punto di vista del comportamento dell'investitore. Infine, i consulenti finanziari possono avere un ruolo importante nell’aiutare i risparmiatori a raggiungere i loro obiettivi di investimento adottando comportamenti corretti e non guidati dalle emozioni.

Scarica il report completo.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

© Copyright 2024 Morningstar, Inc. Tutti i diritti sono riservati.

Termini&Condizioni        Privacy        Cookie Settings        Disclosures