Il latinos è un gioco d’azzardo

Lo yield dei titoli di stato di Brasile e Venezuela fa gola, ma gli investitori devono valutare attentamente i rischi che derivano dalle difficoltà economiche e politiche.    

Francesco Lavecchia 25/11/2016 | 07:47
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Occhio ai bond latinoamericani: secondo gli analisti di Standard & Poor’s il downgrade è dietro l’angolo. In una fase di mercato caratterizzata da rendimenti obbligazionari prossimi allo zero (e in alcuni casi negativi), un ritorno superiore al 10% per un titolo di stato sembra un’occasione troppo ghiotta per lasciarsela scappare, ma il rischio è che le difficoltà economiche e politiche dei governi emittenti si traducano, per l’investitore, in una perdita. Il report di ottobre 2016 della società di rating ha evidenziato, infatti, come per Brasile, Colombia, Messico e Venezuela un declassamento del merito creditizio sia più di una possibilità nei prossimi due anni.

Il default non è un caso
Nel recente passato l’America latina ha riservato spiacevoli sorprese ai sottoscrittori di obbligazioni governative: Equador nel 1999 e nel 2008, Perù nel 2000, Uruguay nel 2003, Argentina nel 2001 e nel 2014, sono solo alcuni casi di default registrati nella regione. Ora la situazione sembra complicarsi nuovamente. Dopo circa dieci anni di espansione sostenuta dalla forte domanda di materie prime da parte dei paesi asiatici, da bassi tassi di interesse e da ingenti flussi di capitale in arrivo dall’estero, l’America latina si è inceppata a causa del rallentamento dell’economia cinese e della conseguente crisi del mercato delle commodity.

In alcuni paesi il peggioramento della congiuntura ha fatto lievitare il deficit di bilancio e con esso anche il debito pubblico, esploso a volte anche per effetto del deprezzamento della valuta. 

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Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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