C’era una volta la ripresa in America

La congiuntura Usa non viaggia più come prima. I fondi specializzati soffrono. Nel frattempo gli investitori aspettano di conoscere le reali intenzioni della Fed il 21 settembre. 

Marco Caprotti 15/09/2016 | 10:38

Contrordine investitori. L’economia americana non né più quella locomotiva sparata a tutta velocità che tutti pensavano. A sottolineare i giri a vuoto che in alcune occasioni fanno gli Usa sono stati i dati relativi all’occupazione di agosto: 151mila nuovi posti di lavoro, con un tasso di disoccupazione rimasto invariato al 4,9%. Le previsioni degli analisti erano per la creazione di 180mila nuovi posti e una discesa di 0,1 punti, al 4,8%, del tasso di disoccupazione. A questo va aggiunto il rallentamento, che ormai va avanti da qualche tempo di alcuni settori che normalmente guidano la crescita americana: auto, linee aeree e produzione di petrolio (anche shale).

I fondi soffrono
Il peggioramento dello stato di salute dell’economia yankee non è stato una sorpresa per i fondi di investimento. Quelli raccolti nelle diverse categorie Morningstar EMEA dedicate agli Usa nell’ultimo mese (fino al 13 settembre e calcolate in euro) hanno perso circa il 2% (e poco di più in dollari)

Per quanto riguarda l’andamento dei singoli prodotti venduti in Italia, fra gli azionari Usa large cap blend si è distinto UBI SICAV USA Eq R Acc che, nel periodo ha contenuto la perdita allo 0,40%. Fra i Large cap Growth il premio per la resilienza va a Ubi Pramerica Azioni Usa (-0,67%). Tra i value ha tenuto bene Amundi Funds Equity US Relative Value FU-C Class (-0,28%). Con le mid cap si entra in territorio positivo (almeno per un paio di strumenti). Il migliore in questo senso con un rotondo +1%, è stato UOB US Equity Fund. La pattuglia più numerosa di prodotti con performance positiva si trova fra gli small cap, guidati da Goldman Sachs US Small Cap CORE Equity Base A Close Inc che ha sfiorato il +1%.

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Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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