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VIDEO: Banche italiane tra crisi e opportunità

Il settore finanziario europeo è sotto pressione e quello italiano preoccupa in particolare. Serve prudenza, ma nella tempesta si nascondono anche buone opportunità. Su tutte, Mediobanca.

Valerio Baselli 26/07/2016 | 10:24
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Valerio Baselli: A giugno il settore bancario europeo è stata la peggiore asset class in termini di performance mensile. I titoli finanziari del Vecchio continente soffrono comunque da molto più tempo, col settore che ha perso il 23% da inizio anno. In particolare, le banche italiane si trovano al centro delle preoccupazioni degli investitori, con una perdita che sfiora il 50% dal primo gennaio.

Dopo la sorpresa “Brexit”, infatti, il referendum sulle riforme costituzionali italiane in arrivo a ottobre e i risultati sugli stress test attesi per fine luglio saranno appuntamenti cruciali.

Se il sistema italiano è stato il più colpito è perché viene considerato il più debole e le ragioni affondano in problemi strutturali con radici profonde, come il contesto molto competitivo, l’inefficiente struttura di costi e l’eccessivo numero di sportelli.

Secondo le stime di Morningstar, gli istituti di credito nostrani devono fare i conti con 340 miliardi di euro di crediti inesigibili e hanno bisogno di capitali freschi per almeno 70 miliardi. Secondo i nostri analisti, il picco è stato toccato ed è prevedibile una discesa intorno ai 220 miliardi entro il 2020 a fronte di nuovi capitali agli istituti.

Eppure, questa situazione di incertezza crea anche delle possibilità di investimento nel comparto bancario. Nello specifico, la nostra ricerca azionaria mette in luce Mediobanca, che in questo momento mostra una sottovalutazione di quasi il 50%. Mediobanca potrebbe infatti beneficiare del cambiamento dello scenario bancario italiano in diversi modi. Innanzitutto, mentre le altre banche si consolidano potrebbe fare da advisor portando a casa ricche commissioni. In secondo luogo, avrebbe un maggior potere sui prezzi dei prestiti (in aumento) e sugli interessi sui depositi (in diminuzione) perché opererebbe in un contesto con minore concorrenza.

Per quanto riguarda invece i due principali gruppi bancari italiani, Unicredit e Intesa Sanpaolo, gli analisti di Morningstar invitano alla prudenza visto che i due istituti hanno bisogno rispettivamente di almeno 15 e 14 miliardi di euro di nuovi capitali, oltre a presentare una valutazione meno interessante.

Lo studio completo sul settore bancario italiano è disponibile su Select, il sito di ricerca azionaria e sul credito di Morningstar.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.