Caccia al tesoro per le banche italiane

I grandi istituti reperiranno i soldi che gli servono con aumenti di capitali, dismissioni e l’intervento di investitori. Qualcuno, intanto, ne approfitterà per aumentare dimensioni e quote di mercato. 

Marco Caprotti 13/07/2016 | 14:35

Con la Brexit alle spalle, i referendum sulle riforme costituzionali italiane in arrivo a ottobre e i risultati sugli stress test attesi per fine luglio, gli investitori internazionali sono sempre più preoccupati per il futuro del sistema bancario del Belpaese. Un universo, quello degli istituti di credito tricolore che, secondo le stime di Morningstar, deve fare i conti con 340 miliardi di euro di crediti inesigibili (i cosiddetti Non performing loan) e che ha bisogno di capitali freschi per almeno 70 miliardi. Eppure, dicono gli analisti di Morningstar in uno studio del 12 luglio 2016 intitolato Is the Italian banking System insolvent. Reforms are finally coming to the Italian banking system, but at a stiff price, questa situazione di incertezza crea anche delle possibilità di investimento nel comparto degli istituti di credito.

La sfida di Unicredit
“Crediamo che Unicredit abbia da affrontare una delle sfide più grandi all’interno del comparto”, spiega il report firmato Stephen Ellis, responsabile per la ricerca sui titoli finanziari. “Ha bisogno di coprire almeno 15 miliardi di deficit. Circa 10 miliardi potranno essere recuperati con un aumento di capitale. Il resto potrà essere raccolto con la cessione di asset (le probabili candidate sono le banche controllate in Germania, Polonia e altri paesi del centro Europa) o con l’intervento di altri finanziatori come il fondo di private equity Pillarstone di KKR (creato apposta per lavorare con le banche, Ndr), la cartolarizzazione delle sofferenze (il cosiddetto Gacs, Ndr) o l’intervento di altri fondi tipo Atlante (sempre che si trovino soggetti disposti a finanziarlo)”.

…e quella di Intesa
Una situazione simile a quella di Unicredit la deve affrontare Intesa Sanpaolo. “Ha bisogno di almeno 14 miliardi”, spiega Ellis. “Circa 10 di questi possono essere trovati con un aumento di capitale. Per il resto, invece, deve contare sugli interventi di soggetti tipo Pillarstone o Atlante e sulle cartolarizzazioni. La vendita di asset all’estero, infatti, è più complessa, visto che si tratta di istituti di piccole dimensioni con cui sarebbe difficile ottenere i soldi di cui hanno bisogno”.

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Nome TitoloPrezzoCambio (%)Morningstar Rating
Banca Monte dei Paschi di Siena1,80 EUR0,62
Intesa Sanpaolo2,53 EUR0,78
Mediobanca SpA9,59 EUR-0,12
UniCredit SpA14,09 EUR1,44

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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